Nominativo - Vermy Jakob

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

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Figliuolo e Discepolo di Cornelis Engelbrechtsen, nato 1493, morto 1544. Nacque Cornelis in Leiden l’anno 1493 di un tal Cornelis Engelbrechtsen, in quella città allora celebre Pittore; e pervenuto nell’età di potersi applicare ad alcuna professione, si diede allo studio del disegno e della pittura, sotto la disciplina del padre, appresso al quale stava ancora Luca d’Olanda, dipoi tanto rinomato. Dopo essersi alquanto approfondito nell’arte, ma conoscendo con quanta poca utilità e’ poteva esercitare nella sua patria, allora molto scarsa di ricchezze, usò talvolta portarsi a Bruges in Fiandra, dove pel concorso de’ mercanti e forestieri, correvano gran danari, ed era la sua pittura molto stimata. Qui trattenevasi per qualche anno, quando più, quando meno, secondo le congiunture, che se gli appresentavano di esercitare il suo mestiere, onde vi fece molte opere. Dipinse anche in Leiden sua patria: e l'anno 1604 vedevasi in casa di Dirck Van Sonneveldt, che in nostra lingua significa dal Campo del Sole, un portar della Croce, co’ due Ladroni, ne’ volti dei quali si scorgeva assai bene espressa la mestizia e’l dolore, che pure anche appariva in quelli delle Sante Donne: e fu questa stimata una delle migliori opere ch’e’ facesse mai. Era anche nella stessa casa una Deposizione di Croce, di colorito acceso e ben lavorato. Aechtgen Cornelis suo figliuolo, allora in età di settantadue anni, aveva di sua mano il ritratto di lui, e quello della sua seconda moglie, in atto di sedere in un loro bel giardino, fuori della Porta Vaccina; e in lontananza era fatta dal naturale, una veduta della città, dalla banda di quella porta. Per un Monastero fuori di Leiden, in un borgo, chiamato il Borgo di Leida, dipinse molte tavole, che furono poi disfatte, quando seguì la ribellione dalla Spagna. Per diversi cittadini di sua patria dipinse molti quadri, ed in particolare pel nobile Jacopo Vermy. Fece Cornelis da questa all’altra vita passaggio nel 1541 il cinquantesimo anno della sua età.

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Fioriva del 1520. Siccome si poteva dire con verità, che Cornelis di Cornelis Kunst, figliuolo di Cornelio Engelbrechtsen, eccellente pittore, fosse veramente nell’arte della pittura erede della paterna virtù; così non sarebbe contro al vero l’affermare, che Luca Cornelisz, del quale ora si parla, non punto si mostrasse inferiore al fratello nel suo operare. Nacque egli dello stesso Cornelio Engelbrechtsen l’anno 1495 e da esso apprese i precetti dell’arte: e perché la sua patria non gli somministrava tante occasioni, quante gli abbisognavano per poter co’ pennelli onestamente alimentarsi, fu costretto talvolta (ciò che è vergogna di queste belle arti il raccontare) ad esercitarsi nel mestiere del cuoco, dal che prese il soprannome di Kocck. Fu questo pittore, ne’ suoi tempi, molto stimato, tanto nel lavorare a olio, che a guazzo: e in Leida sua patria fece molte cose; ma particolarmente si vedevano in casa un tal’ Aus Adriansz Knottr, che per suo diletto attendeva ancora egli alla pittura, alcune tele fatte a guazzo assai ben finite, con buona invenzione, ed espressione d’affetti, appropriata all’azione delle figure. Fra queste era molto lodata una storia dell’Adultera Evangelica. In casa di Jacomo Vermy erano pure alcuni suoi quadri a guazzo. Vedendo poi Luca di non potersi, per iscarsezza d’occasioni, mantenere in Leiden: e sentito, che l’arte della pittura era grandemente stimata in Inghilterra, sotto la protezione di Enrico VIII che molto se ne dilettava, deliberò d’abbandonar la patria, e così insieme colla moglie e sette o otto figliuoli ch’egli aveva allora, colà si portò. Dopo tal sua partita, dice il Vanmander, non essersi avuta di lui altra notizia, se non che a Leiden venne un suo bel quadro in mano di un mercante, chiamato per suo nome Hans de Hartoogh, che in nostra lingua significa Giovanni del Duca: e che quando capitò ne’ Paesi Bassi il Duca di Leycester per Governatore, condusse seco alcuni Signori Inglesi, i quali, per la cognizione dell’operar suo in Inghilterra, compravano quanti quadri fatti da lui, davano loro alle mani.

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