Nominativo - Torriti Jacopo

Numero occorrenze: 16

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

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CIMABUE Pittore Margheritone
nato 1240. d’ Arezzo Pit.
morto 1300. Scult. e Archit.

Arnolfo di Lapo Gaddo Gaddi Andrea Tafi Giotto di Bondone Ugolino Sanese Oderigi d’Agobbio
Scult. e Archit. Pittore Pittore Pitt. e Archit. Pittore Miniatore
Nato 1232. Nato 1239. Nato 1213. Nato 1276. Nato … Nato …
Mor. 1300. Mor. 1312. Mor. 1294. Mor. 1336. Mor. 1349. Fior. del 1299

Nello BrunoNozzo di PerinoF. Iacopo da Giovanni Pisano Marino Boccanera
Pittore Pittore d. Calandrino Torrita Pitt. Scult. e Archit. Archit. Genovese
Fior. 1320. Fior. 1320. Pitt. Fior. 1280. Fior. 1280. Nato… mor. 1320. Fior. del 1283.

Agnolo e Agostino Sanesi
Scult. e Architetti
Fior. 1300

Fra Ristoro Converso Fra Sisto ConversoFra Giovanni da Campi
dell’ord. de’ Predic. dell’ord. de’ Predic. dell’ord. de’ Predic.
Architetto nato … Architetto nato … Architetto nato …
Morto 1283. Morto 1289. Morto 1339.

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DECENNALE I. del Secolo I. dal 1260. al 1270.
I Proemio, e Cimabue con Margaritone , e l’Apologia
2 Andrea Tafi .
3 Arnolfo di Lapo .
DECENNALE II. del Secolo I. dal 1270. al 1280.
I Gaddo Gaddi .
2 Fra Iacopo da Turrita.
DECENNALE III. del Secolo I. dal 1280. al 1290.
I Giovanni Pisano .
2 Ugolino Sanese .
3 Marino Boccanera .
DECENNALE IV. del Secolo I. dal 1290. al 1300.
I Giotto .
2 Oderigi d’Agobbio .
3 Nozzo di Perino detto Calandrino.
4 Agostino , e Agnolo Sanesi .

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Dice il Vasari che l’anno doppo l’incendio della Chiesa e Palazzi di Laterano, cioè del 1308, egli fu chiamato a Roma da Clemente V, dove nella nominata Chiesa gli furon date a finire alcune opere cominciate da Fra Jacopo da Turrita, coll’altre cose che si diranno appresso. È però da avvertire che in ciò erra il Vasari, supponendo il detto incendio seguìto l’anno 1307, mentre la verità è, ch’e’ seguì ne’ tempi di Niccola IV.

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Pagina 40

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E pare anche ch’e’ dovesse dire ch’e’ non fusse chiamato a Roma, ma che per ordine di quel Papa e’ fosse fatto andare a Roma, a finir quell’opere; perch’e’ non si sà che PapaClemente V, che fu creato in Perugia l’anno 1305, essendo egli in Francia, stesse mai a Roma, avendo là trasportata la Sede, & in Avignone. La verità però si crede essere, che non Clemente V, ma Niccola IV lo chiamasse a Roma, dove gli fece finire la Tribuna cominciata da detto Fra Jacopo da Turrita in S. Giovanni Laterano, che ebbe suo fine l’anno 1292, doppo appunto seguita la morte di Niccola IV, mancato nel 1291. e Papa Clemente V fu poi creato nel 1305.

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FRA JACOPO DA TURRITA PITTORE A MUSAICODiscepolo di ANDREA TAFI fioriva circa’l 1280.

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1681

Pagina 41

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Nella Tribuna Principale del Domo di Pisa, fece alcune opere di Musaico coll’aiuto di Andrea Tafi e dello stesso Gaddo, con la quale occasione migliorò alquanto la sua maniera; ma perché o fusse per qualche tempo dismesso quel lavoro o per qual si fusse altra cagione, non essendo quelle alla morte di fra Jacopo rimaste finite, fu dato loro compimento da un Discepolo del Gaddi chiamato Vicino l’anno 1321.

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Pagina 41

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In un manoscritto d’un autore di questo secolo trovo essersi, coll’occasione di demolirsi la Chiesa di S. Pietro in Roma, ritrovato che per mano dello stesso fra Jacopo fusse fatto il Musaico per la Sepoltura di Papa Bonifazio VIII, vivente ancora esso Pontefice che regnò fino al 1303; e si crede fusse questa l’ultima opera sua, perché o poco prima di detto anno 1303, conforme è parere d’autori diversi, egli finì di vivere.

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FRA JACOPO DA TURRITA PITTORE A MUSAICODiscepolo di ANDREA TAFI fioriva circa’l 1280.

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Nella Tribuna Principale del Domo di Pisa, fece alcune opere di Musaico coll’aiuto di Andrea Tafi e dello stesso Gaddo, con la quale occasione migliorò alquanto la sua maniera; ma perché o fusse per qualche tempo dismesso quel lavoro o per qual si fusse altra cagione, non essendo quelle alla morte di fra Jacopo rimaste finite, fu dato loro compimento da un Discepolo del Gaddi chiamato Vicino l’anno 1321.

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In un manoscritto d’un autore di questo secolo trovo essersi, coll’occasione di demolirsi la Chiesa di S. Pietro in Roma, ritrovato che per mano dello stesso fra Jacopo fusse fatto il Musaico per la Sepoltura di Papa Bonifazio VIII, vivente ancora esso Pontefice che regnò fino al 1303; e si crede fusse questa l’ultima opera sua, perché o poco prima di detto anno 1303, conforme è parere d’autori diversi, egli finì di vivere.

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Pagina 67

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I
Idoli di Labam rubati dalla bella Racchele 2.
Inventore d’alcune cose quale, e come possa dirsi 27.
F. Iacopo da Turrita dell’ord. di S. Franc. Pittore a musaico 34 sua vita 41.
F. Iacopo Passavanti celebre scrittore dell’ordine de Predicat. 38.
Immagine di Maria Verg. nel pilastro della loggia alla piazza a’ Orsanmichele da chi dipinta 43.
Iacopo Stefaneschi Cardinale 45.
Il primo lume di dipingere fu condotto da Cimabue fuor di Firenze e per l’Italia circa il 1260 57.
Istoria della Beata Umiliana de’ Cerchi 50.
Il Campanile di Firenze ebbe cominciamento col modello di Giotto l’anno 1334, e sua erudizione 51.

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Fioriva del 1321. Questo Pittore fu il Discepolo di Gaddo Gaddi. Lavorò nella Tribuna maggiore del Duomo di Pisa alcune figure di Musaico rimaso imperfetto per mancanza di Fra Iacopo da Turrita, ed altre ne fece da per sé, dove furono notate l’appresso parole. Tempore Domini Ioannis Rossi Operarij istius Ecclesiæ Vicinus Pictor incepit, et perfecit Anno Domini 1321. de Mense Settembriis. Benedictum sit Nomen Domini, Dei Nostri Iesu Christi. Amen.

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I Fra Iacopo da Turrita 9. 30. Iacopo, e Andrea Orcagna scultori Fiorentini 41. Iacopo da Prato Vecchio pitt. e archit. sua vita 42. Iacopo Lanfrani scult. e archit. Veneziano 45. Iacobello, e Pietro Paolo Veneziani 46. D. Iacopo Fiorentino Monaco nel Monastero degli Angeli in Firenze, uomo di santa vita, e scrittore di libri da Coro insigne 61. Fra Iacopo Passavanti dell’Ordine de’ Predicatori in santa Maria Novella, uomo di gran bontà, e dottrina 64. assiste alla gran fabbrica di essa Chiesa 63. Iacopo di Pietro scult. sua vita 71. Iacopo di Cione Orcagna sua vita 72. Iacopo della Quercia scult. Sanese sua vita 95. Imagine della Nonziata in san Basilio 6. in san Marco 6. in Orbatello 7. Imagine di Maria Vergine sopra la porta di Camolia di Siena da chi cominciata, da chi finita 34. Imagini di Maria Vergine nella Città d’Arezzo fatta da Spinello Aretino 57. Imagine di Maria Vergine di marmo sopra la porta del Duomo, che va a’ Servi da chi fata, contro quanto fu da altri scritto 96. Isidoro Ugurgieri scrittore 40.

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D Da Bassano, Leandro da Ponte, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 202. Daddi, Bernardo, decenn. 6. del sec. 2. a c. 70. Daddi, Cosimo, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 162. Da Caravaggio, Michelagnolo, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 274. Vedi di Morigi. Da Caravaggio, Pulidoro, decenn. 3. del sec. 4. a c. 281. Vedi Caldara. Da Codignuola, Girolamo, decenn. 3. del sec. 4. a c. 280. Da Cornolo, Fra Simone, decen. 2. del sec. 4. a c. 232. Da Corte, Cesare, decenn. I. della parte 3. del sec. 4. a c. 225. Da Empoli, Jacopo, decen. 3. della parte 2. del sec. 4. a c. 177. Da Fabbriano, Gentile, dec. 4. della p. I. del sec. 6. a c. 104. Da Ferrara, Antonio, decenn. 9. del sec. 2. a c. 103. Dal Castagno, Andrea, decenn. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 91. Dalmasi, Lippo, decenn. I. della par. I. del sec. 3. a c. 31. Damini, Piero, decenn. 3. della parte I. del sec. 3. a c. 293. Da Modana, Pellegrino, decen. I. del sec. 4. a c. 195. Vedi Pellegrino. Da Montelupo, Baccio, decennale 10. Par. 2. del sec. 3. a c. 146. Danckerse de Ry, Pietro, decenn. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 379. Dandini, Cesare, decen. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 210. Da Pesero, Simone, dec. 3. della p. 3. del sec. 4. a c. 333. nel mezzo. Da Sarzana, Domenico, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 537. Vedi Fiasella. Da Sarzana, Lionardo, decen. 2. della parte 3. del sec. 4. a c. 222. Da Savoja, Carlo, decen. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 377. Da Sestri, Antonio, decenn. 5. della p. I. del sec. 5. a c. 536. Vedi Travi. Da Siena, Marco, decen. 4. del sec. 4. a c. 312. Da Siena, Matteo, decenn. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 238. Da Turrita, Fra Jacopo, decenn. 2. del sec. I. a c. 41. Da Udine, Giovanni, decenn. 3. del secolo 4. a c. 278. Vedi Nani. Da Urbino, Prete, decen. 3. del sec. 4. a c. 242. Da Urbino, Raffaello, decen. I. del secolo 4. a c. 171. Vedi Raffaello. Da Vignola, Jacopo, decenn. 4. del secolo 4. a c. 321. Vedi Barozzi, e vedi il Vignola. Da Voltri, Orazio, decen. 5. della parte I. del sec. 5. a c. 534. al verso 7. De Acken, Hans, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 190. De Backer, Jaques, decenn. I. della par. I. del sec. 4. a c. 71. De Brevil, Toussaint, dec. 3. della parte 2. del sec. 4. a c. 274. De Bevervuyck, Jan Cornelisz Vermeyn, dec. 3. del sec. 4. a c. 248. De Bie, Adriano, dec. 3. della p. I. del sec. 5. a c. 198. De Bles, Hezzi, decen. 4. del sec. 4. a c. 224. De Brie, Gio., dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 272. De Ferrari, Gio. Andrea, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 538. De Goes, Ugo, dec. 10. Par. 2. del secolo 3. a c. 152. De Hagelstein, Jacopo Ernesto, dec. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 121. Vedi Toman. De Heere, Lucas, decen. 2. della parte 2. del sec. 4. a c. 412. De Jode, Pietro, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 378. De Kocck, Luca Cornelisz, dec. 2. del sec. 4. a c. 221. De Niculant, Guglielmo, dec. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 120. De Poindre, Jacques, decenn. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 69. De Riycke, Beraert, decenn. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 167. De Rogeri, Roger, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 274. De’ Rossi, Vincenzio, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 168. De Secu, Martinus, decenn. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 65. De’ Servi, Fra Gio. Vincenzio, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 238. Vedi Fra Gio. Vincenzio. De’ Servi, Gostantino, decen. I. della par. 3. del sec. 4. a c. I. Desiderio da Settignano, decen. I. della par. I. del sec. 3. a c. 41. De Werdt, Andriaen, decenn. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 67. De Winghen, Joos, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 175. De Wit, Gaspero, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 377. De Witte, Pieter, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 185. De Vos, Martino, decen. I. della parte 2. del sec. 4. a c. 83. Del Barbiere, Alessandro Fei, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 186. Del Bianco, Baccio, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 311. Del Bresciano, Andrea e suo Fratello, dec. 2. del sec. 4. a c. 227. Del Cav., Batista, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 172. Del Cerajuolo, Antonio, dec. 3. del secolo 4. a c. 264. Del Ghirlandajo, Domenico, dec. 8. par. 2. del sec. 3. a c. 134. Del Kozzo, Antonio, dec. 3. del sec. 4. a c. 247. al verso 4. Del Monte, Diodato, dec. 3. della parte 3. del sec. 4. a c. 413. Del Moro, Marco, d. 5 del s. 4. a c. 332. Del Pollajolo, Antonio, dec. 6. della par. 2. del sec. 3. a c. 116. Del Ponte, Paolo, decen. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 377. Del Sarto, Andrea, dec. I. del sec. 4. a c. 201. Vedi Andrea del Sarto. Del Verrocchio, Andrea, dec. 6. della par. 2. del sec. 3. a c. 170. Dentone, Girollamo, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 267. Vedi Curti. Dell’Altissimo, Cristofano, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 170. Della Barba, Galeazzo Rivello, dec. I. del sec. 4. a c. 198. Vedi Rivello. verso il fine. Della Bella, Stefano, dec. 3. della parte I. del sec. 5. a c. 242. Della Grammatica, Antiveduto, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 246. Della Robbia, Andrea, dec. 8. par. 2. del sec. 3. a c. 130. Della Robbia, Luca, dec. 2. della par. I. del sec. 4. a c. 65. Della Vite, Timoteo, dec. 10. par. 2. del sec. 3. a c. 151. Dello Sciorina, Lorenzo, d. I. della p. 3. del s. 4. a c. 172. è lo stesso, che Vajani. Di Artese, Jacopo, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 379. Di Balench, Enrigo, dec. 2. della p. 3. del sec. 4. a c. 238. verso il fine. Di Banco, Nanni d’Antonio, dec. 2. della par. I. del sec. 4. a c. 49. Di Benedetto, Zanobi, decen. 4. della par. I. del sec. 6. a c. 96.

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Discepolo di Paolo Uccello, Nato intorno al 1380, viveva nel 1466. Ci conviene dar principio alle notizie di questo artefice, coll’accusar Giorgio in ciò, che appartiene alla cognizione, ch’ei pretese di darci del tempo della vita di lui; avendo esso lasciato scritto, che nel 1368 egli venisse a questa luce; ma abbiamo trovato nell’altre volte nominato Diario di Neri di Lorenzo di Bicci, che Alesso Baldovinetti, insieme con Zanobi Strozzi, si trovò dell’anno 1466 a stimare la tavola di Santo Romolo di Firenze, fatta dal medesimo Neri di Bicci pel Vescovo Bartolommeo Lapacci Priore di quella Chiesa. Perché niun altro fu mai di questo nome e cognome pittore in Firenze, per quanto si ha dagli antichi e moderni autori, bisogna dire, che egli nascesse almeno circa quindici anni dipoi a quello, che dicevano, cioè intorno agli anni 1380. Ed oltre a ciò si conoscono chiaramente le opere di questo maestro della scuola di Paolo Uccello: e fatto computo de’ tempi dell’uno e dell’altro pittore, si trova, che appunto egli gli potè essere maestro nella sua giovenile età, nella quale afferma che egli si applicasse alla pittura. Aggiungasi finalmente al detto di sopra, per prova assai chiara, che Alesso fu maestro nella pittura e nel musaico di Domenico del Grillandajo: e che Domenico morì nel 1493 di anni quarantaquattro, che è quanto dire, che Domenico nascesse del 1449. Ora se Alesso fosse nato del 1348, come poteva essergli stato discepolo Domenico, che nacque nel 1449. Venendo ora alle opere di Alesso, possiamo dire, che egli non fosse nel dipingere tanto secco quanto Paolo, e che molto più di esso anch’egli si discostasse dalla maniera antica, mercé l’esser vissuto ne’ tempi de’ suoi più fervorosi studj, Masaccio da San Giovanni. Dipinse in Firenze la tavola e Cappella maggiore in Santa Trinita, della nobil famiglia de’ Gianfigliazzi, dove si veggono ritratti al naturale molti grand’uomini di quei tempi: e nel Cortile della Santissima Annunziata, in quella parte del muro, che è immediatamente dietro a detta Santissima Immagine, colorì la storia della Natività di Cristo Signor Nostro: ed altre opere fece nella medesima città. Si affaticò molto intorno a’ Musaici; per lo che gli fu data a restaurare la Tribuna del Tempio di San Giovanni, fatta fino dell’anno 1225 da Frate Jacopo da Turrita, pittore di musaici di quei tempi, Religioso dell’Ordine di San Francesco, nella quale opera si portò molto bene. Insegnò anche quest’arte a Domenico Grillandajo, il quale nella Cappella maggiore in Santa Maria Novella lo ritrasse al naturale accanto ad una figura rappresentante lui medesimo, nella storia quando Giovacchino è cacciato dal Tempio, ed è quella di un vecchio raso con un cappuccio rosso in capo. Trovasi essere stato questo maestro descritto degli Uomini della Compagnia de’ Pittori l’anno 1448, che è quello appunto, nel quale lo dà per morto, essendo, come si è detto, sopravvissuto fino all’anno 1466. Racconta che Alesso già vicino alla vecchiezza, per viversi quieto, si commesse nello Spedale di San Paolo: e che fosse per esservi più volentieri ricevuto, o pure seguisse ciò a caso, facesse portare nelle sue stanze un grande e pesante cassone, quasi mostrando, che in esso gran danari vi fossero riposti: e che ciò anche si desse ad intendere lo Spedalingo e suoi ministri eziandio, i quali sapendo, che egli allo Spedale avea fatta donazione per al tempo della sua morte, gli facessero poi gran carezze; ma venuto che fu a morte il pittore, non altro si trovò in quel cassone, che carte disegnate, ed un libretto del modo di lavorare. Fu Alesso la stessa cortesia, e più degli amici, che di sé stesso; onde da chi ben lo conobbe, non si ebbe poi per gran fatto, che poco o nulla egli avanzato avesse; onde col fine de’ giorni si trovasse essere stata data fine alla roba e a’ contanti.

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I Jacob Corneliz Pittore 190. Jacomone da Faenza 241. Jacopo Barozzi da Vignuola, detto il Vignuola 321. Nasce nel Milanese, nella Terra chiamata Vignuola. Suoi viaggi in Francia 322. Sue opere in Bologna e altrove 323. Sua morte. Lasciò un figliuolo, chiamato Giacinto, anch’egli grande Architetto. Lettera scritta dal figliuolo Giacinto al Padre Ignazio Danti 326. Jacopo Cozzerelli 106. Jacopo Pachierotti 227. Jacopo Razzet 242. Jacopo Tagliacarne 263. Frate Jacopo da Turrita Francescano, e sue opere 88. Jacques Grimmaer Pittore 340. Jan Cornelisz Vermein Pittore 248. Jan di Mabuse Pittore 250. Fu uomo stravagante nel suo trattamento, e accidente seguito ad esso 251. Jan Mostaert Pittore 305. Fu valoroso Ritrattista. Sue buone qualità e opere 306. Jan Scorel Pittore 253. Viaggi suoi curiosi, e opere e disegni fatti nello stesso tempo. Dipinse in Gerusalemme molti luoghi santi, e lasciò ivi molti quadri suoi 255. Altre sue opere 256. Fu regalato da Gustavo Re di Svezia, a cui aveva mandato un bel quadro. Ebbe molte doti e ornamenti virtuosi, e fu letterato 257. Jan Svvart pittore di Frisia. Suoi discepoli 252. Jeronimo Bos e Compagni 242. Intagli in rame oscenissimi, fatti da Giulio Romano, e da Marc’Antonio Raimondi, proibiti 188. Invenzione del colorire a olio chi la trovasse 142. Ivos di Cleef, detto il Pazzo. Perché fosse detto Pazzo 215. Vanità e pazzia sua 216.

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