Nominativo - Salvini Antonio Maria

Numero occorrenze: 4

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 93

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Io aveva già tutte queste cose scritte, quando dall’eruditissimo Dottor Antonio Maria Salvini Accademico della Crusca, Lettor pubblico di lettere Greche nello Studio di Firenze, mi fu data notizia, che il libro del Cennino da Colle di Valdelsa , quello stesso, di cui parla il Vasari , che in suo tempo era nelle mani di Giuliano Orefice Sanese , capitato, non si sa quando, alle mani dei Sereniss. si trovasse fra altri antichissimi manoscritti nella Libreria di san Lorenzo , ed in luogo appunto, ove difficilissimo saria stato il rinvenirlo a chi a caso non vi fosse abbattuto, già che egli è legato in un volume, ov’è un’antica traduzione di Boezio, con altre cose, e fra queste alcune delle figure delle Profezie dell’Abate Giovacchino al Banco 78. Codice 24. onde io portatomi in essa Libreria, ravvisai tanto, che soprabbondantemente basta per approvare quanto il Vasari, ed io medesimo scrissi, cioè che la cognizione del nuovo modo di dipignere a olio, venuta ad esso Cennino, fu appunto fra’l 1410. e’l 1440. già che egli la nota come segreto saputo da pochi nel 1437. in cui egli scrisse quel libro, dicendo al Capitolo 89. Innanzi che più oltre vada, ti voglio insegnare a lavorare d’olio in muro, o in tavola, che l’usano molto i Tedeschi (intendendo per Tedeschi anche i Fiamminghi) e conclude, che ciò debba farsi cocendo l’olio della semenza del lino; ed è anche da notarsi, che il Cennino qui non fa menzione se non di muro, e di tavole, con che si conferma ciò che per altro è tanto risaputo, che moderno sia per le pitture a olio l’uso delle semplici tele. Vedesi ancora da esso libro, che il Vasari, o fosse lo Stampatore della sua storia, ove trascrisse le parole Cennino di Drea Cennini da Colle di Valdelsa, dopo quest’ ultima lasciò la parola nato, onde abbiamo che Cennino nascesse veramente a Colle di Valdelsa. Fra l’altre cose, che di passaggio osservai nel far menzione di quella pietra, con cui disegnasi, che noi diciamo matita, egli gli da nome di Lapis Amatito, conforme alla sua vera origine di Lapis Hœmatitos, quasi pietra di color sanguigno; e dove degli acquerelli per disegnare ragiona gli chiama talvolta con nome di acquerelle, che secondo me è il proprio, come che altro non siano gli acquerelli, che acqua naturale alquanto alterata, o tinta con poco colore, onde non lascia perciò d’essere più acqua, che altra cosa.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 108

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A Aldigieri da Zevio Pittore, carte 83. Alzamento delle mura diFirenze, e perché 32. Agnolo Gaddi pitt. sua vita 40. Avanzamento di sua famiglia 41. 63. 69. Ambrogio Lorenzetti pitt. Sanese sua vita 39. Andrea Pisano pitt., e archit. sua vita 32. Andrea di Iacopo, altrimenti di Gione Orcagna scult. e archit. sua vita 63. Andrea Tafi Fiorentino pitt. alla Greca 11. Antiporti alle porte di Firenze 33. Antonello da Messina pittore 92. D. Ant. Maria Salvini Lettore pubblico delle lettere Greche nello Studio di Firenze 92. Antonio da Ferrara pitt. sua vita 103. Antonio Veneziano pitt. 55. perché detto Veneziano essendo stato Fiorentino 55. Arezzo Città di Toscana. Pitture in quelle Chiese 86. Armi, ed altre memorie della nobile famiglia de’ Roti in santo Romolo a Campestri in Mugello 99. Arnolfo di Lapo archit. suo ritratto 4.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 1

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Il gradimento, e la stima grande, che per ogni dove hanno sempre meritamente incontrata presso gl’Intendenti le opere lodevolissime del Signor Filippo Baldinucci, o vivente esso di per sé date alla luce, o finito, ch’egli ebbe di vivere a questa vita mortale, per opera di più Cavalieri, amatori di sì belle arti, pubblicate, è stata a noi di possente stimolo per istampare il resto, che ci rimaneva de’ suoi scritti eruditissimi, sulla certa speranza, che anch’essi, come parto dello stesso perspicace ingegno, fossero per risquotere quel plauso, che ognun fa avere ottenuto i primi. Non istiamo qui ora a parlare né dello studio delle Lettere, alle quali fino dagli anni più teneri applicò l’animo suo; né di quello, che’l disegno, e pittura concerne, in cui, oltre ogni credere, cotanto s’avanzò la intelligenza di lui, che non di puro dilettante, ma d’intendentissimo al pari di chicchessia di sì bella, e nobile facoltà può con tutta giustizia attribuirsegli il nome; né finalmente di quell’autorevolissima protezione, ch’egli godè sempre, mentre ei visse, appresso la Gloriosa Memoria del Serenissimo Principe Cardinale Leopoldo di Toscana, amatore al sommo, e fautore della Pittura, Scultura, ed Architettura; e che gli diè comodo d’aggiugnere alle molte cognizioni, che e’ possedeva delle maniere, ed opere de’ più rinomati Professori, l’altre infinite, ch’egli acquistò per la Lombardia, a questo fine dal medesimo inviatovi; onde agevol cosa gli fu poi, tornato alla Patria, il dar cominciamento all’opera, ch’ei s’era prescritta, con quella felicità, eloquenza, e purità di lingua, che furono sempre sue proprie. Basta a noi solamente il ridire, che se morte invidiosa non avesse sul più bello troncato il filo al viver suo, ed in tempo appunto, in cui avea fra mano le belle vite del Brunelleschi, del Buonarruoti, e d’altri, primi lumi della Pittura, ed Architettura, a solo oggetto dal medesimo lasciate addietro, perché bisognoso in esse di maggior soddisfacimento, avrebbe egli ancor di più arricchito il mondo col disteso loro, e tolto via il rammarico, che provò sensibilissimo la dolente sua Patria per la perdita di sì buono, e virtuoso Cittadino; e per quella altresì, che si temeva di quest’opera, rimasa dopo sua morte non interamente ultimata per la mancanza d’alcune poche notizie, le quali, come che ricercavano un ben’ accurato, e diligente riscontro, non avea potuto registrare. Se non che volendo’l Cielo, che memorie sì pregevoli non restassero preda dell’oblivione, pose in cuore al Signor Avvocato Francesco Saverio Baldinucci, degnissimo Figliuolo d’un tanto Padre, ed intendente quanto altri di queste nobili arti, il dare ad essa l’ultima mano; perché ricordevole egli di quanto gli avea il medesimo, pria che trapassasse, intorno a ciò imposto, e premuroso al pari di eseguirlo, diedesi di buon proposito a finir di disporla, togliendola con somma, ed indicibile fatica da quella inordinanza, in che era per colpa di morte rimasa; talmente ché resa ella per così fatta cosa in istato da poterla vedere unita alle altre, portate già dalla fama in più parti del mondo, saggiamente operò, che col zelo, e possente favore del Sign. Cavalier Francesco Maria Niccolò Gabburri, ardentissimo fautore di queste belle arti, ne fosse promossa colla pubblica stampa la sicurezza. Quindi è, che essendo a noi toccato in sorte l’effettuarlo, e volendo, che in perfezione fosse simile alle altre, reputammo nostro dovere il commetter la cura della revisione di essa a’ Signori, eruditissimo Antonio Maria Salvini, le di cui lodi, per tema di dir poco dicendo anche molto, meglio è qui ora tacerle, al Dottore Anton Maria Biscioni, e Marco Antonio Mariti, de’ quali non si può mai a bastanza esprimere quanta, e quale sia stata l’applicazione, la diligenza, e la fatica, sì nel riscontrare, e nel porre a’ suoi luoghi le suddete tralasciate notizie, sì anche nel corredarla di alcune postille, necessarie per render di tutto pienamente informato il Lettore. Sicché è riuscito finalmente a noi il darla fuora, non che inferiore alle altre, che già uscirono alle stampe, talmente compiuta, da potersi sperare, che incontrar possa gradimento, e stima uguale alle precedenti, se non anche maggiore, atteso l’Indice ben copioso, di cui stata è arricchita dal mentovato Sig. Avvocato Francesco Saverio Baldinucci.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 1

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Noi appiè sottoscritti Censori e Deputati, riveduta a forma della legge, prescritta dalla generale adunanza dell’anno 1705. la seguente opera del Lustrato nostro Accademico, non abbiamo in essa osservati errori di lingua. L’Innominato Accademico Anton Maria Salvini – Censori dell’Accademia della Crusca Il Divagato in luogo dell’Innominato Sig. Dott. Giuseppe Averani L’Innominato Canonico Marco Antonio de’ Mozzi – Deputati L’Innominato Canonico Salvino Salvini L’Innominato Andrea Franceschi Arciconsolo L’Innominato Pandolfo Pandolfini – Vice Segretario Attesa la sopraddetta relazione, si dà facoltà agli Stampatori dell’Opera del Lustrato Filippo Baldinucci di nominarlo nella pubblicazione della medesima Accademico della Crusca.

Con il contributo di