Nominativo - Poccetti (Bernardino Barbatelli, detto il)

Numero occorrenze: 5

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

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Discepolo di Giotto, nato … ? … Fra i buoni discepoli di Giotto meritò d’aver luogo ancora Puccio Capanna Fiorentino, il quale nella Chiesa di s. Francesco d’Ascesi, ed in quella della Madonna degli Angeli dipinse assai dopo la morte del maestro, del quale tenne sempre la maniera. In Rimini nella Chiesa di san Cataldo de’ Frati Predicatori colorì a fresco una nave in atto d’affondarsi nel mare per forza della tempesta; e fra quelle di molti marinari figurati in essa, ritrasse al vivo la sua propria persona. In Firenze dipinse in santa Trinita per la nobilissima famiglia degli Strozzi la lor Cappella che è la prima entrando in Chiesa per la porta sinistra verso il fiume d’Arno; la qual Cappella fu poi ridotta al moderno, e sopra modo abbellita con pitture nella volta di Bernardino Poccetti; e con altre a olio dai lati d’altri buoni maestri. Dipinse pure in Firenze nella Badia la Cappella di san Giovanni Evangelista per la famiglia de’ Covoni; ma tal pittura, pur’oggi più non si vede, a cagione di diverse mutazioni state fatte in quella Chiesa a’ dì nostri, delle quali in altro luogo parleremo. Operò in Pistoia, in Bologna, ed altrove, tenendo sempre la maniera di Giotto suo maestro; e tanto bastaci aver detto di quest’artefice.

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1686

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E poco dipoi Laurentio Ioannis Ambrogi Magistro intagli ex causa mutui pro laborerio unius quadronis marmi albi in quo sculptum est figura unius Prophete et pro laborerio alterius quadronis per eum incepti laborans pro uno alio Propheta. E notisi che in quei tempi nel parlarsi di figure intagliate, o dipinte per la parola Profeti intendevansi anche Apostoli. Alcune delle figure, delle quali in questo luogo io fo menzione, ed ho anche ragionato nelle Notizie appartenenti ai tempi antecedenti, furon poi collocate nella facciata ne i luoghi, che fino a oggi si riconoscono in un disegno fatto a penna, ed acquerelli con maravigliosa accuratezza per mano, come io credo, di Bernardino Poccetti, fino nel tempo appunto, che dovette restar concluso di demolire essa facciata (stata in piedi circa a 200 anni) per fabbricarla di nuovo col buon ordine moderno. Questo disegno, che fino a oggi si conserva nell’Opera di Santa Maria del Fiore, o per causa dell’umidità, o per altra qualsifosse cagione, avendo assai patito, già incominciava in alcune parti quasi a non iscorgersi piu, quando agli anni passati, acciocché non mai si perdesse la memoria d’una così bella, e suntuosa antichità, fu dall’accurata diligenza di Lionardo della nobil famiglia de’ Buonarroti Simoni, Provveditore dell’Opera, fatto copiare puntualissimamente per mano di Alessandro Nani; e la copia, insieme coll’antico originale fece egli riporre nella Guardaroba della medesima Opera, dove al presente si trova. Oltre a quanto si riconosce nell’accennato disegno, ho io anche ritrovato il Decreto, che fu fatto per la situazione di esse figure, che si legge nello stesso Libro di deliberazioni del 1396. ed è quello che segue Die 20. Novembris deliberaverunt quod in facie anteriori Ecclesie Sancte Reparate in tabernaculis vacuis in columnis marmi ibidem existentibus ponantur, et murentur figure marmoree, que facte sunt in dicta Opera, videlicet sancti Barnabe, sancti Victorij, cum eorum Angelis ex utraque parte iuxta dictas figuras. Fu ancora circa questi medesimi tempi fino a dopo il 1400. e operò in Firenze un certo Nanni di Bartolo, del quale si trova nel citato libro questa memoria Nanni Bartoli Intagliatori vocato Rosso quos recipiet pro parte solutionis unius figure marmoris mictende in Campanile dicte Ecclesie.

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1686

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B Badia di Firenze 45. Bartolo Gioggi pitt. sua vita 28. Bartolommeo Bologhini pitt. sua vita 70. Bartolommeo di Fredi pitt. Sanese sua vita 83. Bastioni, e ripari fattisi nella Città di Firenze 32. Battisterio in S. Giovanni di Pisa 8. Battisterio della pieve di S. Maria in Caliaula 8. Benedetto IX. da Treviso suo ritratto 4. Benvenuto da Imola Comentatore di Dante, coetaneo del Petrarca. Manoscritto nella Libreria di S. Lorenzo 2. Bernardo Orcagna pitt. 64. sua vita 69. Bernardo Nello Falconi Pisano pitt. 68. Bernardo Daddi pitt. sua vita 70. Bernardo da Siena pitt. sua vita 95. Bernardino Poccetti pitt. Fior. 45. 104. Bottega di Maso del Saggio nel Secolo del 1300. raddotto de’ più piacevoli uomini, che avesse allora la nostra Città 25. Bruno pitt. Fior. 11. sua vita 25. Buonamico Buffalmacco pitt. sua vita 11. suo ritratto 12. Muore allo Spedale 13.

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1728

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P Pace da Faenza, dec. I. del sec. 2. a c. 5. Pacchierotti, Jacopo, dec. 2. del sec. 4. a c. 227. Padre Fra Gio. Batista Stefaneschi, decen. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 163. Vedi Stefaneschi. Pagani, Francesco, dec. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 75. Pagani Gregorio, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 192. Paggi, Gio. Batista, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 216. Palma, Jacopo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 203. Palloni, Cosimo, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 414. al verso 35. Pampurino, Giacomo, dec. I. del sec. 4. a c. 200. Paolini, Pietro, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 364. Pappagallo, Maso, dec. I. del sec. 4. a c. 187. Parigi, Alfonso di Santi, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 184. Parigi, Alfonso, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 332. Parigi, Giulio, dec. 3. della p. 3. del secolo 4. a c. 379. Passerotti, Bartolommeo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 101. Pasinelli, Lorenzo, dec. 3. della p. 3. del sec. 4. a c. 338. verso il fine. Passignani, Cav. Domenico, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 130. Pastorino, dec. 5. del sec. 4. a c. 347. Vedi il Pastorino. Patenier, Giovacchino, dec. 2. del secolo 4. a c. 222. Pellegrino da Modana, dec. I. del sec. 4. a c. 195. Vedi da Modana. Peloro, Gio. Batista, dec. 3. del sec. 4. a c. 247. al verso 5. Penni, Gio. Francesco, dec. 3. del sec. 4. a c. 240. Vedi il Fattore. Peranda, Santo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 208. Perugino, Pietro, dec. 7. par. 2. del secolo 3. a c. 125. Peruzzi, Baldassarre, d. 3. del s. 4. a c. 244. Pesello, Francesco, dec. 6. della par. 2. del sec. 3. a c. 120. Peters, Gio., decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 417. Petrazzi, Astolfo, dec. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 85. Piaggia, Terano, decenn. 2. del sec. 4. a c. 231. verso il fine. Piamontini, Giuseppe, dec. 5. del secolo 5. a c. 527. al verso 24 Piazza Fra Cosimo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 214. Pieratti, Domenico, e Gio. Batista, dec. I. della p. 3. del sec. 4. a c. 193. al v. 22. Pieri, Stefano, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 171. Piero Francecsco, o Franchoys, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 375. Pier Giovanni Tedesco, dec. 7. del secolo 2. a c. 80. Pietersz, Gerit, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 396. Pintoricchio, Bernardo, dec. 2. del secolo 4. a c. 217. Piola, Pellegrino, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 338. Piola, Pier Francesco, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 215. Pisenti, Galeazzo, decen. 2. del sec. 4. a c. 231. Vedi il Sabioneta. Poccetti, Bernardino, dec. 3. della p. 2. del sec. 4. a c. 241. Vedi Barbatelli. Polito di Clemente di Polito, dec. I. del sec. 2. a c. 105. Pomarelli, Tommaso, dec. 3. del sec. 4. a c. 247. al verso 6. Possino, Niccolò, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 297. Poulembourg, Cornelio, decen. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 378. Poussin, Gasparo, decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 473. Vedi Dughet. Primaticcio, Ab. Francesco, dec. 3. del sec. 4. a c. 266. Procaccini, Cammillo, Giulio Cesare, e Carlo Antonio, decennale I. della par. 3. del secolo 4. a c. 102. Puccio Capanna, dec. 4. del sec. 2. a c. 45. Purbus, Pieter, e Frans, dec. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 84.

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1728

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Discepolo di Lorenzo di Credi, fioriva circa’l 1520. Trattennesi Antonio per molti anni ad imparar l’arte con Lorenzo di Credi, dal quale apprese a fare ritratti al naturale, con sì buona somiglianza, che ne fu molto lodato; benché per quel che spettava al disegno, non giugnessero al più perfetto; se pur si può dire, che ritratto, senza il requisito di perfetto disegno, possa dirsi somigliante, e in conseguenza degno di molta lode. Dipoi si pose a stare appresso a Ridolfo del Grillandajo, come quegli, che avendo grandi e molte occasioni di operare molto bene, anche impiegava i giovani della sua scuola, in città e fuori, come si dirà al luogo suo. Fece dunque Antonio in Chiesa di S. Jacopo tra’ fossi in Firenze, una tavola di un Crocifisso, con Santa Maria Maddalena e San Francesco: e per quella della Santissima Nunziata, una tavola con un San Michele Arcangelo colle bilance in mano, la quale, pochi anni sono, fu levata dalla Cappella de’ Benivieni, nobil famiglia Fiorentina, oggi estinta, dove era situata, e posta da uno de’ lati della Cappella del Crocifisso, accanto alla Sagrestia: ed in luogo di quella fu collocata in essa Cappella già de’ Benivieni, e oggi di Carlo Donati, una grande e bella tavola di mano di Simone Pignoni, Pittore Fiorentino, discepolo del Passignano, che al presente vive, ed opera in Firenze, con applauso degl’intendenti. Nella quale, con vago colorito e bella invenzione, ha figurato Maria Vergine col figliuolo Gesù in gloria, ed esso San Michele Arcangelo, in atto di ritogliere dagli artigli del comune inimico, un piccolo fanciullo, che rifuggendosi per patrocinio all’Angelo suo Custode, vedesi da quello benignamente accolto e difeso. E aggiunsevi un Santo Antonio da Padova, in atto di adorazione alla Madre di Dio, e alcuni Angeletti, opera veramente lodatissima. Il quadro poi del San Michele Arcangelo di Antonio del Cerajuolo, ultimamente fu pure levato dalla Cappella del Crocifisso, e posto in una stanza del Convento, coll’occasione di essere stata abbellita essa Cappella, per darsi luogo in essa al Corpo di S. Florenzo Martire giovanetto: e nello stesso tempo sono stati ripieni gli spazj laterali, con due gran quadri, coloriti per mano di Bernardo Poccetti: che in uno è rappresentata l’ultima Cena del Signore cogli Apostoli: e nell’altro il Purgatorio, tolti dai due spazj, che già erano sopra gli organi, avantiché si finisse di adornare la soffitta della Chiesa medesima.

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