Nominativo - Pinturicchio (Bernardino di Betto, detto il)

Numero occorrenze: 4

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P Pace da Faenza, dec. I. del sec. 2. a c. 5. Pacchierotti, Jacopo, dec. 2. del sec. 4. a c. 227. Padre Fra Gio. Batista Stefaneschi, decen. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 163. Vedi Stefaneschi. Pagani, Francesco, dec. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 75. Pagani Gregorio, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 192. Paggi, Gio. Batista, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 216. Palma, Jacopo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 203. Palloni, Cosimo, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 414. al verso 35. Pampurino, Giacomo, dec. I. del sec. 4. a c. 200. Paolini, Pietro, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 364. Pappagallo, Maso, dec. I. del sec. 4. a c. 187. Parigi, Alfonso di Santi, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 184. Parigi, Alfonso, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 332. Parigi, Giulio, dec. 3. della p. 3. del secolo 4. a c. 379. Passerotti, Bartolommeo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 101. Pasinelli, Lorenzo, dec. 3. della p. 3. del sec. 4. a c. 338. verso il fine. Passignani, Cav. Domenico, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 130. Pastorino, dec. 5. del sec. 4. a c. 347. Vedi il Pastorino. Patenier, Giovacchino, dec. 2. del secolo 4. a c. 222. Pellegrino da Modana, dec. I. del sec. 4. a c. 195. Vedi da Modana. Peloro, Gio. Batista, dec. 3. del sec. 4. a c. 247. al verso 5. Penni, Gio. Francesco, dec. 3. del sec. 4. a c. 240. Vedi il Fattore. Peranda, Santo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 208. Perugino, Pietro, dec. 7. par. 2. del secolo 3. a c. 125. Peruzzi, Baldassarre, d. 3. del s. 4. a c. 244. Pesello, Francesco, dec. 6. della par. 2. del sec. 3. a c. 120. Peters, Gio., decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 417. Petrazzi, Astolfo, dec. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 85. Piaggia, Terano, decenn. 2. del sec. 4. a c. 231. verso il fine. Piamontini, Giuseppe, dec. 5. del secolo 5. a c. 527. al verso 24 Piazza Fra Cosimo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 214. Pieratti, Domenico, e Gio. Batista, dec. I. della p. 3. del sec. 4. a c. 193. al v. 22. Pieri, Stefano, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 171. Piero Francecsco, o Franchoys, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 375. Pier Giovanni Tedesco, dec. 7. del secolo 2. a c. 80. Pietersz, Gerit, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 396. Pintoricchio, Bernardo, dec. 2. del secolo 4. a c. 217. Piola, Pellegrino, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 338. Piola, Pier Francesco, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 215. Pisenti, Galeazzo, decen. 2. del sec. 4. a c. 231. Vedi il Sabioneta. Poccetti, Bernardino, dec. 3. della p. 2. del sec. 4. a c. 241. Vedi Barbatelli. Polito di Clemente di Polito, dec. I. del sec. 2. a c. 105. Pomarelli, Tommaso, dec. 3. del sec. 4. a c. 247. al verso 6. Possino, Niccolò, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 297. Poulembourg, Cornelio, decen. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 378. Poussin, Gasparo, decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 473. Vedi Dughet. Primaticcio, Ab. Francesco, dec. 3. del sec. 4. a c. 266. Procaccini, Cammillo, Giulio Cesare, e Carlo Antonio, decennale I. della par. 3. del secolo 4. a c. 102. Puccio Capanna, dec. 4. del sec. 2. a c. 45. Purbus, Pieter, e Frans, dec. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 84.

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Discepolo di Pietro Perugino, nato 1481, morto 1520. Nell'anno di nostra salute 1484 nacque al mondo questo grande Artefice, che per ispecial privilegio, fu di tutte quelle eccellenze dotato, che appena in molti secoli, e fra molte persone, è solito di compartire il cielo. Il padre suo fu Giovanni de' Santi Urbinese, pur anch'esso pittore, che quantunque non arrivasse nell'arte sua a segno di molta eccellenza, avendo tenuta una maniera alquanto secca, merita contuttociò, che di lui si faccia alcuna memoria, giacché per la sua bontà, per l'ottima educazione, che sappiamo aver data al figliuolo, e per la sollecitudine, colla quale procurò, che il bel genio di lui fosse ajutato nell'acquisto di nobili arti, fu non piccola cagione che potesse il mondo possedere uomo sì degno. A tale effetto ho io procurata notizia di alcune opere, fatte da esso Giovanni nello Stato di Urbino sua patria, le quali, secondo quello, che da persone molto perite di que’ luoghi e dello stesso mestiere è stato riferito, sono le seguenti. Nell'entrare della Chiesa di San Francesco, al terzo Altare da man sinistra, è una tavola a olio, dov'è figurata Maria Vergine sedente in Trono, con alcuni Santi, nella prima e seconda veduta, e di sopra il Padre Eterno. Nella Chiesa del Corpus Domini, è di sua mano la tavola del primo Altare, che pure è a man sinistra, entrando per la porta principale, e vi sono molte figure. Nella Chiesa di San Bastiano è la storia del Martirio del Santo, che tra le opere che fece Giovanni, è fra le migliori annoverata. A Cagli dipinse a fresco nella Chiesa di S. Giovanni una Pietà di assai ragionevole maniera; e nel medesimo luogo, pure a fresco, fece un S. Bastiano ed una Vergine sedente in Trono, con alcuni Angeli e Santi. Non ebbe questo pittore altri figliuoli che Raffaello: e sapendo, quanto ciò importi per ben nutrirgli, e quel che è più, per bene educargli, volle che dalla propria Madre, e non da altra donna, e nella propria casa, fosse allattato. Cresciuto poi in età, vedendolo maravigliosamente inclinato all'arte del Disegno e della Pittura, cominciò egli medesimo ad istruirlo: e in breve tempo a tal segno lo condusse, che così fanciullo, com'era, diedegli grand'aiuto nell'opere che fece per quello Stato; ma come discretissimo ch'egli era, conoscendo i gran progressi del figliuolo venir ritardati pur troppo dalla poca sufficienza sua, tanto si adoperò con Pietro Perugino, eccellentissimo Pittore, che gli venne fatto, che egli sotto la sua disciplina lo ricevesse. Non ebbe appena Pietro scoperta la bravura del fanciullo, che postogli amore non ordinario, cominciò a farlo studiare, con suoi precetti, dalle proprie opere sue; onde non andò molto, che gli studj di Raffaello né punto né poco si distinguevano dagli originali del maestro; anziché aveva egli così bene appresa quella maniera, che fra le opere, che fece egli nel primo tempo, e le migliori del Perugino, non fu chi sapesse conoscere differenza. Tali furono in Perugia una tavola a olio, che fece Raffaello, ancor giovanetto, per Madonna Maddalena degli Oddi, nella Chiesa di San Francesco, dove figurò un'Assunzione al cielo di Maria Vergine, e di sotto gli Apostoli, con alcune storielle di piccole figure nella predella della medesima tavola; un'altra in S. Agostino di Città di Castello; una di un Crocifisso in San Domenico, nella quale egli scrisse il proprio nome; ed una in San Francesco, fatta d'alquanto miglior maniera e gusto, dove rappresentò lo Sposalizio di Maria Vergine; e in questi tempi ancora fece al Pinturicchio più disegni e cartoni, per le opere della Libreria di Siena.

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Discepolo di Pietro Perugino, fioriva intorno al 1510. Bernardo Pinturicchio fu uno di que’ discepoli del Perugino, che al pari, e forse più di ogni altro, imitò la sua maniera. Ebbe grande abilità in disporre e ordinare opere grandi; onde tenne sempre appresso di sé molti maestri in ajuto dell’opere. Dipinse ad istanza di Francesco Cardinal Piccolomini, la Libreria di Siena, fatta da papa Pio II nel Duomo di essa città. Tennesi però per cosa certa, che i disegni e cartoni di tutta quest’opera, fossero fatti da Raffaello da Urbino, suo condiscepolo, e di tenera età, che fino a quel tempo sotto la disciplina di Pietro aveva fatto profitto singolare e maraviglioso. In questa dipinse dieci storie di fatti d’Enea Silvio Piccolomini, che fu poi esso Pio II e similmente una grande storia sopra la parte di essa Libreria, che corrisponde in Duomo, nella quale rappresentò la Coronazione di Pio III pure della stessa famiglia de’ Piccolomini. Fece molte opere in Roma nel Palazzo Pontificio, che furon poi disfatte nella demolizione di quegli edificj: ed operò anche molto per tutta Italia. L’ultimo lavoro, ch’ei fece, o pure che cominciò, fu una tavola della Natività di Maria Vergine per la Chiesa de’ Frati di San Francesco di Siena; e acciocché dipigner la potesse a suo grand’agio e senz’altri divertimenti, gli assegnarono que’ Frati una camera vota di ogni arnese, eccettuato che di un antico cassone, che per la sua grandezza non si poteva muover di luogo, senza pericolo di farlo in pezzi. Il Pinturicchio, a cui dava gran noia quell’impaccio, nella stanza destinata al suo riposo e a’ suoi studi, fece di ciò sì grande schiamazzo: e perché era di stranissimo cervello, tanto si sbatté, e tanto que’ poveri Frati inquietò, che fu loro forza, quasi dissi disperazione, il fare quell’arnese in ogni maniera cavare di luogo: e mentre ciò si faceva, occorse che rompendosi da una parte un pezzo di legno, accomodato per occultare un certo antico segreto, che era dentro al medesimo cassone, furon trovati cinquecento scudi d’oro di Camera: e ciò seguì a vista de’ Frati, che ne rimasero allegrissimi; e quel che fu più, a vista pure dello stesso Pinturicchio; per la qual cosa, per usar le parole dell’Autore, che la racconta, prese il Pinturicchio tanto dispiacere, pel bene, che aveva l’importunità sua cagionato a que’ poveri Frati, e tanto se ne accorò, che gravemente ammalatosi, in breve tempo si morì.

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B Baccio da Montelupo, ed è il soprannome di Bartolommeo Lupi 146. Sue opere. Fece molti Crocifissi 147. Il Bagnacavallo. Vedi come sopra. Sue opere 328. Autori, che hanno scritto di questo pittore 329. Baldassar Peruzzi 244. Suoi infortunj e disgrazie. Fece il ritratto di Borbone, saccheggiatore di Roma. Sua morte e sepoltura 246. Barent Pittore 192. Fra Bartolommeo, detto fra Carnovale. Fu maestro di Bramante Architetto 265. Fra Bartolommeo di San Marco Pittore. Fu chiamato Baccio dalla Porta, e perché. Studia sotto Cosimo Rosselli. Fu per qualche tempo compagno dell’Albertinelli 148. Si fa Domenicano, illuminato dalle prediche del Savonarola 140. Sue opere 150. Bartolommeo di Donato Pittore 68. Bartolommeo Raminghi, detto il Bagnacavallo 327. Base della statua di Donatello, rappresentante un Daviddi bronzo, che stà in Gallera 41. Bassirilievi del Campanile di Santa Maria del Fiore 65. Bassirilievi di marmo della Cappella del Santissimo Sagramento nella Chiesa di San Lorenzo 41. Benozzo Gozzoli Pittor Fiorentino 89. Iscrizione sepolcrale 90. Benvenuto Cellini e sue lodi 267. Sue opere fatte in Francia. Suo vago racconto di dette opere 269. Bernardino Gatti, detto il Sojaro. Fu allievo del Correggio 294. Bernardino Ricca, detto il Ricco 231. Bertoldo Fiorentino 41. Bernardo Pinturicchio Pittore. Fu uomo stravagantissimo 217. Bernardo Van-Orlai Pittore 225. Boccaccino Boccacci Pittore 220 e 199. Bonifazio e Francesco Bembi 199. Byckaert Aertsz Pittore 218. Il Brusasorci 320.

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