Nominativo - Orley (van) Bernhard

Numero occorrenze: 4

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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V Vainrein, dec. 5. della par. I. del secolo 5. a c. 476. Vedi Rembrante. Van Bredael, Pietro, dec. 7. della par. 2. del sec. 7. a c. 624. Van-Bronchorst, Gio., dec. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 379. Van-Calcker, Gio., dec. 5. del s. 4. a c. 334. Van Ckesselles, Gio., dec. 5. della p. I. del sec. 5. a c. 416. Vanden-Heckc, Gio., dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 377. Vander-Venne, Adriano, decen. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 198. Van Deynum, Gio. Batista, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 416. Vandervveyde, Roger, dec. 9. par. 2. del sec. 3. a c. 144. Vandich, Antonio, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 279. Van-Diepenbecck, Abramo, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 379. Van Es, Jacopo, decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 415. Van-Hoeck, Gio., dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 375. Van Heil, Daniello, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 379. Van-Heil, Gio. Batista, decen. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 377. Van-Heil, Leone, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 378. Van-Hoeck, Ruberto, dec. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 376. Van Lint, Pietro, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 415. Van Mander, Carlo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 197. Van Nieulaht, Adriano, dec. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 375. Van Oort, Adaamo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 163. Van-Orlai, Bernanrdo, dec. 2. del sec. 4. a c. 225. Van Ouvvaer, Alberto, dec. 6. della par. 2. del sec. 3. a c. 114. Van Rein, Reimmbrond, a c. 78. dell’arte dell’Intagl. in rame, e car. 476. del dec. 5. della p. I. del sec. 5. Vedi Rembrant. Van Sor, Giorgio, decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 416. Van Thielen, Gio. Filippo, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 417. Van Veen, Ottavio, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 237. Van Winghen, decen. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 276. Vedi Indocus. Vanni, Cav. Francesco, dec. I. della parte 3. del sec. 4. a c. 143. Vanni, Gio. Batista, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 201. Vannini, Ottavio, dec. 2. del sec. 5. a c. 141. Varotari, Dariio, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 169. Vassallo, Anton Maria, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 535. Vassillacchi, Antonio, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 205. Vecellio, Marco, decen. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 110. Vecchietti, Lorenzo, dec. 4. del sec. 4. a c. 289. Verbeech, Franss, dec. 4. del sec. 4. a c. 304. Verbrugghen, Pietro, dec. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 378. Verdezzotti, Gio. Mario, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 213. Verhaecht, Tobbia, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 259. Verhaight, Tobbias, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 238. al verso 21. Verona, Maffeo, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 273. Verzelli, Tiburzio, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 154. Virgilio Romana, decenn. 3. del sec. 4. a c. 247. al verso 4. Vicentino, Andrea, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 210. Vicentino, Antonio, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 214. Vedi Tognone. Vicino, dec. 2. del sec. 2. a c. 30. *Vigri, Beata Caterina*, dec. 6. della parte 2. del sec. 3. a c. 111. Vitale Bolognese, dec. 3. del sec. 2. a c. 35. Vite, Lorenzo Antonio, decen. 10. del sec. 2. a c. 109. Vinckeboons, David, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 397. Volterrano, Baldassarre, dec. 5. della p. I. del sec. 5. a c. 381. Vedi Franceschini. Voort, Cornelio, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 399. al verso 10. Voost, Cornelio, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 244. verso il fine. Ubaldini, Agostino, decen. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 83. Vedi Bugiardini. Uccello, Paolo, dec. 2. della par. I. del sec. 4. a c. 57. Uffembach, Filippo, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 226. Ugolino Sanese, dec. 3. del sec. I. a c. 43. Ulerick, Pieter, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 169. Ulivelli, Cosimo, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 414. al verso 28. Uranchs, Sebastiano, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 238. Uranquaert, Jacopo, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 198. Uroom, Enrick Cornelissen, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 231. Walckemborgh, Lucas, e Marten, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 145. Wan Campen, Jacopo, dec. 4. della p. I. del sec. 5. a c. 380. Willaerts, Adamo, dec. 2. della par. I. del sec. 5. a c. 120. Willem Hendrick, Marten, dec. 4. del sec. 4. a c. 320. Willemps, Marcus, dec. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 68. Withoos, Matteo, decen. 7. della par. 2. del sec. 7. a c. 622. Wouters, Francesco, dec. 4. della p. I. del secolo 5. a c. 376. Wtenxael, Joachim, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 240.

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Fioriva circa il 1520. Nel tempo, che operava in Roma il Divino Raffaello, visse ancora ed operò in essa città un valente Pittore di Bruselles, per nome Bernardo Van-Orlai. Questi, essendosi a principio fatta una maniera, che pendeva verso il secco, modo di dipignere antico: col darsi poi a vedere e studiare le pitture dello stesso Raffaello e de’ suoi buoni discepoli, come Giulio Romano ed altri simili, quella manchevole maniera, mutò in altra molto nobile e vaga. A questo artefice, tornato ch’e’ fu alla patria, fu data la cura di far condurre tutte le bellissime tappezzerie, che i Papi, Imperatori e Re facevano fare in Fiandra, con disegni di pittori Italiani: e non è mancato chi affermi, che alcune tappezzerie, in cui sono rappresentate storie di San Paolo, che si vedono nella Guardaroba della Maestà del Re di Francia, le quali furono sempremai stimate, fatte con disegno di Raffaello, fossero disegnate da Bernardo sopra alcune piccole invenzioni dello stesso Raffaello. È stata anche opinione, che alcune altre bellissime tappezzerie, in cui si vedevano le cacce dell’Imperatore Massimiliano, tessute con gran quantità d’oro, le quali furono già di Monsù di Ghisa, e sono state credute fatte con disegno d’Alberto Duro, ancor’esse siano state inventate da Bernardo, forse nel tempo ch’e’ egli cominciava a migliorare la prima maniera. Ma comunque si sia la cosa, giacché io non avendo veduto quest’opere, non ne so dare giudizio, egli è certo, che a questo Bernardo, per la sua virtù, toccò a sostenere il carico di soprintendere a tutte le opere di pittura e di tappezzerie, che dall’Imperatore Carlo V si facevan fare in quelle parti, siccome a tutti i vetri, che si fecero per le chiese di Bruselles. Ebbe costui un discepolo, che fu anche suo ajuto nel dipignere, che si chiamò per nome JONS, gran pittore di paesi, che dicono anche aver lavorato in dette cacce dell’Imperatore Massimiliano. Fu similmente suo scolaro PIETRO KOECK, nativo d’Alost, buonissimo pittore ed architetto, il quale poi, come si è narrato nelle notizie della sua vita, se ne passò in Turchia.

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Morto nel 1550. Fra le molte città della Fiandra, che si vantano di aver dato al mondo segnalati Pittori, ha anche il suo luogo la città di Alest, per avere avuto per suo cittadino il celebre uomo e ingegnoso Pietro Koeck. Questi apprese tal professione da Bernardo di Brossel, e riuscì disegnatore e pittore molto ardito, tanto a olio, che a guazzo. Si portò valorosamente in dipigner cartoni per tappezzerie. Se ne passò poi in Italia, e nella scuola di Roma spese qualche tempo, facendo grandi studj in disegnare e misurare architetture. Tornatosene poi alla patria, prese moglie, che presto gli morì. Avvenne, che essendo egli rimasto solo, un tal Vander Mocien, mercante di Brossel, che mercantava tappezzerie, lo consigliò a lasciarsi condurre in Costantinopoli, dove sperava di far con lui, in quelle parti, gran guadagni in simili lavori e mercanzie; onde egli passò a quella volta. Quivi il mercante gli fece dipignere alcune cose, per mostrare al Gran Signore; ma perché lo ‘mperador de’ Turchi non volle figure umane, né d’animali, gettò via la spesa, il viaggio e’l tempo d’un anno che vi si trattenne, altro non riportando a casa, che alquanto di pratica nella lingua Turchesca. Nel tempo, ch’ei si trovava colà sfaccendato, perché non poteva vivere senz’alcuna cosa fare, si pose a disegnare essa città di Costantinopoli, con molti luoghi vicini, che si videro poi in istampa intagliati in legno, in sette pezzi, dove appariscono rappresentate molte azioni de’ Turchi. Nel primo, come il gran Signore cavalca colla sua guardia de’ Giannizzeri ed altri; nel secondo, una festa di maritaggio alla Turchesca, e’l modo di condurre e accompagnare la Sposa, con sonatori di diversi strumenti, e persone, che alla loro maniera vanno ballando; nel terzo, come e’ fanno a seppellire i loro morti fuori della città; nel quarto, una festa della Luna nuova; nel quinto, il modo di loro mangiare a sedere alla mensa; nel sesto, il modo di viaggiare; nel settimo, il loro portamento alla guerra. In questi intagli si veggiono bellissime azioni, figure, femmine molto vaghe, bene abbigliate di panni ed acconciature; e nell’ultimo pezzo è il ritratto di lui medesimo, in abito di Turco, coll’arco in mano, e accenna ad uno, che gli sta vicino, con una lancia lunga a foggia di bandiera. Dopo tutto questo tornò Pietro al suo paese, dove prese la seconda moglie, che si chiamò Mayken Verhobst Berseners. Di questa tale ebbe una figliuola, che fu poi moglie del rinomato Pietro Brughel suo discepolo. In questo tempo, cioè del 1549 compose alcuni libri d’architettura, di geometria e di prospettiva; e comeché egli era dotto e bene esperto nella lingua Italiana, tradusse i libri di Sebastiano Serlio in lingua Fiamminga, la qual sua bella fatica portò in que’ paesi grande utilità; perché, coll’ajuto di essa, restarono corrette poi le opinioni e gli errori di coloro, che allora vi operavano dell’antica e goffa maniera Tedesca; e rimase anche aperta la strada alla migliore intelligenza de’ cinque ordini di Vitruvio, e v’incominciò la buona maniera, ponendosi fine all’altra; benché tal miglioramento d’operare fosse poi in parte corrotto da altre maniere, che vi furon portate di Germania, e da que’ maestri tanto quanto accettate. Dipinse egli molte tavole e ritratti; e fu pittore della Maestà Cesarea di Carlo V nella servitù del quale morì nella città di Anversa l’anno 1550. La sua vedova moglie diede alla luce i suoi libri d’Architettura l’anno 1583. Ebbe un figliuolo naturale, che si chiamò Paolo Vanaelst, che fu eccellente nel copiar le opere di Gio. Mabuse, e dipinse con gran diligenza caraffe di fiori. Abitò e morì in Anversa, e la moglie di lui si rimaritò a Gielis van Conincxloo pittor celebre, che operò di paesi, con animali, fatti molto al vivo e in gran copia. Il ritratto di Pietro Koeck fu poco avanti al 1600 dato alle stampe, intagliato da Tommaso Galle, e sotto ad esso si leggono i seguenti versi: Pictor eras, nec eras tantum, Petre, Pictor, Alostum Qui facis hac Orbi, notius arte tuum. Multa sed accessit multo ars tibi parta labore, Cujus opus pulcras ædificare domos. Serlius hanc Italos: tu, Serli deinde bilinguis Interpres, Belgas Francigenasque doces.

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B Baccio da Montelupo, ed è il soprannome di Bartolommeo Lupi 146. Sue opere. Fece molti Crocifissi 147. Il Bagnacavallo. Vedi come sopra. Sue opere 328. Autori, che hanno scritto di questo pittore 329. Baldassar Peruzzi 244. Suoi infortunj e disgrazie. Fece il ritratto di Borbone, saccheggiatore di Roma. Sua morte e sepoltura 246. Barent Pittore 192. Fra Bartolommeo, detto fra Carnovale. Fu maestro di Bramante Architetto 265. Fra Bartolommeo di San Marco Pittore. Fu chiamato Baccio dalla Porta, e perché. Studia sotto Cosimo Rosselli. Fu per qualche tempo compagno dell’Albertinelli 148. Si fa Domenicano, illuminato dalle prediche del Savonarola 140. Sue opere 150. Bartolommeo di Donato Pittore 68. Bartolommeo Raminghi, detto il Bagnacavallo 327. Base della statua di Donatello, rappresentante un Daviddi bronzo, che stà in Gallera 41. Bassirilievi del Campanile di Santa Maria del Fiore 65. Bassirilievi di marmo della Cappella del Santissimo Sagramento nella Chiesa di San Lorenzo 41. Benozzo Gozzoli Pittor Fiorentino 89. Iscrizione sepolcrale 90. Benvenuto Cellini e sue lodi 267. Sue opere fatte in Francia. Suo vago racconto di dette opere 269. Bernardino Gatti, detto il Sojaro. Fu allievo del Correggio 294. Bernardino Ricca, detto il Ricco 231. Bertoldo Fiorentino 41. Bernardo Pinturicchio Pittore. Fu uomo stravagantissimo 217. Bernardo Van-Orlai Pittore 225. Boccaccino Boccacci Pittore 220 e 199. Bonifazio e Francesco Bembi 199. Byckaert Aertsz Pittore 218. Il Brusasorci 320.

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