Nominativo - Latini Brunetto

Numero occorrenze: 3

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

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Tra le prime opere dunque, che facesse Giotto furono alcune storie nella Cappella maggiore della Badia di Firenze, oggi distrutte per cagion di nuova muraglia, e la tavola medesima, la quale si tenne da que’ Monaci in tanta venerazione, che fino al 1570 non ne fu levata, benché l’Arte in quel tempo fusse giunta all’ultima perfezione, e perciò opere di gran lunga migliori vi si fussero potute collocare. Dipinse poi a fresco la Cappella del Palazzo del Podestà di Firenze, dove ritrasse al naturale il Divino Poeta Dante Alighieri, ser Brunetto Latini di esso Dante Maestro, e M. Corso Donati. Nella Chiesa di S. Croce dipinse quattro Cappelle; nella prima delle tre, che sono tra la sagrestia, e la Cappella maggiore fece per M. Ridolfo de’ Bardi la vita di S. Francesco, e ne’ volti d’alcuni Frati, che quivi rappresentò in atto di piagnere, espresse sì vivamente il dolore della morte del Patriarca, che fu tenuta cosa di maraviglia.

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E che a questa voce voltatosi Dante, e conosciuto, che chi lo chiamava era suo amico, con allegrezza esclamando Oh dissi lui, non sè tu Oderisi? etc. Sicché s’egli finge d’essere stato veduto, e riconosciuto, e chiamato per nome da Oderigi, ed altresì d’aver lui riconosciuto l’amico già defunto, certo è che fra di loro mentre vivevano passò tal dimestichezza, e familiarità, quale suol passar tra coloro, che per lunga consuetudine diventano amici. E usò il Poeta quest’Artifizio d’essere raffigurato da tulle quelle Persone di già morte, che in vita erano state sue conoscenti e dimestiche; ed eccone la prova. Di M. Brunetto Latini suo Maestro dell’umane lettere, dice: Così adocchiato da cotal famiglia
Fui conosciuto da un che mi prese
Per lo lembo, e gridò qual maraviglia?
In persona di Capocchio da Siena, che si dice essere stato suo Compagno nelli studi della natural Filosofia, parla cosi Aguzza ver me l’occhio,
Sicché la faccia mia ben ti risponda.
E vedrai ch’io son l’ombra di Capocchio,
Che falsai li metalli con Alchimia,
E ti dee ricordar, se ben t’adocchio
Com’io fui di natura buona Scimia.

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B
Borgo allegri perché così detto 4.
Buono antico Architetto 35.
Brunetto Latini Maestro di Dante 59.
Badia di S. Fiore 49.
Benvenuto da Imola 52.

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