Nominativo - Giacomone da Faenza (Giacomo Bertucci, detto)

Numero occorrenze: 3

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

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Jacometti, Pietro Paolo, dec. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 81. Jacometti, Tarquinio, dec. 22. della parte 3. del sec. 4. a c. 227. Jannella, Ottaviana, dec. 6. della parte 2. del sec. 6. a c. 616. Janssens, Cornelio, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 379. Jans, Lodovico, decenn. 3. del sec 4. a c. 242. Jacomone da Faenza, dec. 3. del sec. 4. a c. 241. Jacopo da Prato Vecchio, dec. 4. del secolo 2. a c. 42. Jacopo di Piero, decenn. 6. del sec. 2. a c. 71. Jacopo di Cione, e di Jacopo Orcagna; decen. 6. del sec. 2. a c. 72. Jeniers, David, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 412. in fine. Il Bacchiacca, Francesco d'Ubertino, dec. 4. del sec. 4. a c. 290. Vedi Bacchiacca. Il Bagnacavallo, Bartolommeo, dec. 4. del sec. 4. a c. 327. Vedi Raminghi. Il Borgognone, Padre Jacopo, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 417. Vedi Cortesi. Il Capanna, dec. 2. del sec. 4. a c. 227. Il Cieco da Gambassi, Gio., dec. 3. della par. I. a c. 253. Vedi Gonnelli. Il Fadino, Tommaso, dec. 2. del sec. 4. a c. 230. Vedi Alessi. Il Fattore, Gio. Francesco, dec. 3. del sec. 4. a c. 240. Vedi Penni. Il Ferrarese, Girolamo, dec. 4. del secolo 4. a c. 291. Vedi Girolamo Lombardo. Il Ferraro, Quintino Messis, dec. 2. del secolo 4. a c. 208. Vedi Quintino Messis. Il Fiammingo, Francesco, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 283. Vedi di Quesnoy. Il Franciabigio, Marco Antonio, dec. 2. del sec. 4. a c. 235. Vedi Franciabigio. Il Friso, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 240. Vedi Benefatto. Il Guercino da Cento, Gio. Francesco, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 270. Vedi Barbieri. Il Moro, Francesco, dec. 4. del sec. 4. a c. 286. Vedi Torbido. Il Paggio, Francesco, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 332. Vedi Merano. Il Pastorino, dec. 5. del sec. 4. a c. 347. Vedi Pastorino. Il Pazzo, dec. 2. del sec. 4. a c. 215. Vedi di Cleef Ivos. Il Pittor Calavrese, dec. 6. della par. 2. del sec. 6. a c. 633. Vedi Cav. Fra Matteo Preti. Il Ricco, Bernardino, dec. 2. del sec. 4. a c. 231. Vedi Ricca. Il Sabioneta, Galeazzo, dec. 2. del secolo 4. a c. 231. Vedi Pisenti. Il Soddoma, Gio. Antonio, dec. 2. del secolo 4. a c. 228. Vedi Razzi. Il Sojaro, Bernardino, dec. 4. del sec. 4. a c. 294. Vedi Gatti. Il Vignola, Jacopo, d. 4. del sec. 4. a c. 31. Vedi Barozzi, e vedi da Vignola. Indocus, Giuda, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 276. Vedi Van Winghel. Ingoli, Ravennate, Matteo, decenn. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 294. Iorisz, Augustyn, dec. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 66. Isaaesz, Pieter, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 233.

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Discepolo di Raffaello da Urbino, fioriva circa al 1530. Nel tempo, che Raffaello Sanzio da Urbino, coll’opere maravigliose del suo pennello, spargeva in Roma e per tutto il mondo fama di sé, come di artefice rarissimo, o per dir meglio, unico nell’arte della pittura, venivan da tutte le parti richieste sue pitture: e quelli, a’ quali non toccava in sorte di ottenere originali di sua mano, si affaticavano per averne le copie, delle quali oggi molte si veggiono in ogni luogo; onde era necessario, che alcuni giovani della sua scuola, mentre studiavano dalle pitture di lui, in un tempo stesso soddisfacessero a coloro, che tali opere addimandavano. Uno di questi fu Jacomone della città di Faenza, il quale, mentre visse Raffaello, molte ne fece, e forse anche dopo, e con tale studio talmente si approfittò, che poté esser di non poco giovamento nell’arte a Taddeo Zuccheri, il quale, dopo che stracco dalle noje e dagli strapazzi, ricevuti da giovanotto nella casa di Gio. Piero Cabrese, stato in Roma suo primo maestro, con esso Giacomone si accomodò. Molte ancora furono le opere inventate da Giacomone, e particolarmente a Faenza, dove alcune se ne veggono fino dell’anno 1570 ed io le porterò in questo luogo, secondo la notizia avuta dal Conte Fabrizio Laderchi di quella città, Cavaliere di religiosi costumi, esperto nelle buone arti, e dotato di tutte quelle rare qualità, che posson desiderarsi in un suo pari: il quale, mentre io scrivo, dopo alcuni anni di servizio di Gentiluomo della Camera della gloriosa memoria del Serenissimo Cardinal Leopoldo di Toscana, che molto amava la sua virtù, è nella stessa carica passato a servire il Serenissimo Principe Francesco. Nella Chiesa dunque de’ Padri Domenicani sono di sua mano la Vergine Annunziata, due Profeti, ed alcune storie del Testamento Vecchio: e nel Refettorio de’ medesimi eran dipinti molti Santi di quell’Ordine, i quali, a cagione dell’umidità di quel luogo, sono andati male. Nella Chiesa di San Giovanni Evangelista de’ Padri Agostiniani, dentro al Coro, è dipinto lo stesso Santo; e all’Altare maggiore una Santa Maria Maddalena, che dagli Angeli è portata in Cielo: e vi è San Girolamo e’l Beato Giovanni Colombino. All’Altare maggiore della Chiesa del Paradiso una Madonna, con Gesù, San Giovambatista e San Francesco; e in San Pietro Celestino, pure all’Altare maggiore, è di sua mano un San Giovambatista, che mostra il Cielo ad un Monaco che gli sta vicino inginocchioni, con San Giovanni Evangelista, San Matteo, San Pietro Celestino, e San Benedetto. Nella Chiesa di San Giovanni è la Creazione di Adamo ed Eva, e la cacciata loro dal Paradiso Terrestre; in Santa Chiara una Madonna col Bambino Gesù, San Gregorio, ed un altro Santo; nella Confraternita di Santo Rocco la Deposizione di Cristo dalla Croce: in quella della Madonna degli Angeli la Vergine Assunta: e nella Confraternita della Nunziata, all’Altare maggiore, una Madonna con Gesù Bambino, con appresso due Santi.

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I Jacob Corneliz Pittore 190. Jacomone da Faenza 241. Jacopo Barozzi da Vignuola, detto il Vignuola 321. Nasce nel Milanese, nella Terra chiamata Vignuola. Suoi viaggi in Francia 322. Sue opere in Bologna e altrove 323. Sua morte. Lasciò un figliuolo, chiamato Giacinto, anch’egli grande Architetto. Lettera scritta dal figliuolo Giacinto al Padre Ignazio Danti 326. Jacopo Cozzerelli 106. Jacopo Pachierotti 227. Jacopo Razzet 242. Jacopo Tagliacarne 263. Frate Jacopo da Turrita Francescano, e sue opere 88. Jacques Grimmaer Pittore 340. Jan Cornelisz Vermein Pittore 248. Jan di Mabuse Pittore 250. Fu uomo stravagante nel suo trattamento, e accidente seguito ad esso 251. Jan Mostaert Pittore 305. Fu valoroso Ritrattista. Sue buone qualità e opere 306. Jan Scorel Pittore 253. Viaggi suoi curiosi, e opere e disegni fatti nello stesso tempo. Dipinse in Gerusalemme molti luoghi santi, e lasciò ivi molti quadri suoi 255. Altre sue opere 256. Fu regalato da Gustavo Re di Svezia, a cui aveva mandato un bel quadro. Ebbe molte doti e ornamenti virtuosi, e fu letterato 257. Jan Svvart pittore di Frisia. Suoi discepoli 252. Jeronimo Bos e Compagni 242. Intagli in rame oscenissimi, fatti da Giulio Romano, e da Marc’Antonio Raimondi, proibiti 188. Invenzione del colorire a olio chi la trovasse 142. Ivos di Cleef, detto il Pazzo. Perché fosse detto Pazzo 215. Vanità e pazzia sua 216.

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