Nominativo - Francesco del Moro (Francesco Torbido, detto)

Numero occorrenze: 5

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

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Pagina XII

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Jacometti, Pietro Paolo, dec. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 81. Jacometti, Tarquinio, dec. 22. della parte 3. del sec. 4. a c. 227. Jannella, Ottaviana, dec. 6. della parte 2. del sec. 6. a c. 616. Janssens, Cornelio, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 379. Jans, Lodovico, decenn. 3. del sec 4. a c. 242. Jacomone da Faenza, dec. 3. del sec. 4. a c. 241. Jacopo da Prato Vecchio, dec. 4. del secolo 2. a c. 42. Jacopo di Piero, decenn. 6. del sec. 2. a c. 71. Jacopo di Cione, e di Jacopo Orcagna; decen. 6. del sec. 2. a c. 72. Jeniers, David, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 412. in fine. Il Bacchiacca, Francesco d'Ubertino, dec. 4. del sec. 4. a c. 290. Vedi Bacchiacca. Il Bagnacavallo, Bartolommeo, dec. 4. del sec. 4. a c. 327. Vedi Raminghi. Il Borgognone, Padre Jacopo, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 417. Vedi Cortesi. Il Capanna, dec. 2. del sec. 4. a c. 227. Il Cieco da Gambassi, Gio., dec. 3. della par. I. a c. 253. Vedi Gonnelli. Il Fadino, Tommaso, dec. 2. del sec. 4. a c. 230. Vedi Alessi. Il Fattore, Gio. Francesco, dec. 3. del sec. 4. a c. 240. Vedi Penni. Il Ferrarese, Girolamo, dec. 4. del secolo 4. a c. 291. Vedi Girolamo Lombardo. Il Ferraro, Quintino Messis, dec. 2. del secolo 4. a c. 208. Vedi Quintino Messis. Il Fiammingo, Francesco, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 283. Vedi di Quesnoy. Il Franciabigio, Marco Antonio, dec. 2. del sec. 4. a c. 235. Vedi Franciabigio. Il Friso, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 240. Vedi Benefatto. Il Guercino da Cento, Gio. Francesco, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 270. Vedi Barbieri. Il Moro, Francesco, dec. 4. del sec. 4. a c. 286. Vedi Torbido. Il Paggio, Francesco, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 332. Vedi Merano. Il Pastorino, dec. 5. del sec. 4. a c. 347. Vedi Pastorino. Il Pazzo, dec. 2. del sec. 4. a c. 215. Vedi di Cleef Ivos. Il Pittor Calavrese, dec. 6. della par. 2. del sec. 6. a c. 633. Vedi Cav. Fra Matteo Preti. Il Ricco, Bernardino, dec. 2. del sec. 4. a c. 231. Vedi Ricca. Il Sabioneta, Galeazzo, dec. 2. del secolo 4. a c. 231. Vedi Pisenti. Il Soddoma, Gio. Antonio, dec. 2. del secolo 4. a c. 228. Vedi Razzi. Il Sojaro, Bernardino, dec. 4. del sec. 4. a c. 294. Vedi Gatti. Il Vignola, Jacopo, d. 4. del sec. 4. a c. 31. Vedi Barozzi, e vedi da Vignola. Indocus, Giuda, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 276. Vedi Van Winghel. Ingoli, Ravennate, Matteo, decenn. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 294. Iorisz, Augustyn, dec. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 66. Isaaesz, Pieter, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 233.

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T Tacca, Pietro, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 354. Taddeo di Bartolo, dec. 10. del sec. 2. a c. 109. Tafi, Andrea, dec. I. del sec. I. a c. 30. Tagliacantone, Jacopo, dec. 3. del secolo 4 a c. 263. Tempesti, Domenico, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 472. verso il mezzo. Teniers, David, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 376. Testa, Pietro, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 479. Testelia, Pasquier, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 272. Thoman, Jacopo Ernesto, dec. 2. della p. I. del secolo 5. a c. 121. Tiarini, Alessandro, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 399. Tinelli, Tiberio, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 295. Tintoretto, Domenico, dec. 2. della parte 3. del sec. 4. a c. 273. Toeput, Lodovico, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 399. al verso 23. Tognone, Antonio, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 214. Vedi Vicentino. Tommaso di Marco, d. 10. del s. 2. a c. 108. Tommaso Pisano, dec. 3. del sec. 2. a c. 38. Torbido, Francesco, dec. 4. del sec. 4. a c. 286. Vedi il Moro. Torre, Flaminio, decen. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. verso il fine. Torre, Piero Andrea, decen. 6. della par. I. del sec. 5. a c. 537. Tribellesi, Francesco di Mariano, decen. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 212. Travi, Antonio, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 536. Vedi da Sestri. Trotto, Gio. Batista, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 165. Vedi il Molosso.

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Discepolo di Liberale Veronese, nato nel 1470, morto 1540. Fu la prima applicazione di Gio. Francesco Caroti, l’ajutare assiduamente al suo maestro: poi avendo vedute le opere, che Andrea Mantegna in Verona fatte aveva, partitosi con suo buon gusto da Liberale, nella città di Mantova con esso Andrea Mantegna si accomodò. Fece gran profitto nell’arte ed arrivò a segno, che Andrea dava fuori per sue le pitture di lui. Partitosi poi da tal maestro, operò in Verona nella Chiesa dello Spedale di San Cosimo, in quella de’ Frati Gesuati, e de’ Frati di San Gregorio, di Santa Eufemia e di molte altre Chiese di quella città. In Milano dipinse per Antonio Maria Visconti in casa sua propria; per Guglielmo, Marchese di Monferrato, colorì in una sua Cappella storie del Testamento vecchio e nuovo, in quadri diversi, ed altre cose; ed in San Domenico la Cappella maggiore. Era egli da malevoli stato imputato di non saper far altro, che figure piccole; onde per far vedere al mondo quanto quelli s’ingannassero, tornatosene a Verona, dipinse in San Fermo, Convento de’ Frati di San Francesco, una tavola per la Cappella della Madonna, con figure maggiori del naturale, che riuscì la migliore opera, che egli avesse fatto fino a quell’ora: e in essa figurò Maria Vergine con Sant’Anna, e molti Angeli e Santi, ed altre opere fece in quella città. Divenuto vecchio, e perciò alquanto più debole nell’operare, fu ricercato dal Vescovo di dipignere in Duomo alcune storie di Maria Vergine, con disegno ed invenzione di Giulio Romano; ma non volle farlo a patto veruno, come quegli, che avendo in grande stima sé stesso, non mai aveva posto in opera concetti di altri; per lo che furon date a fare a Francesco, detto il Moro. Si dilettò molto del rilievo, e modellò assai bene: ed ebbe un certo gusto particolare in accomodare bene i panni addosso alle figure. Fece alcuna volta ritratti in medaglie, e fra gli altri quello di Guglielmo, Marchese di Monferrato; molti anche ritrasse in pittura, fra’ quali piacque assai quello di Girolamo Fracastoro, celebre Poeta de’ suoi tempi, di cui fu amicissimo. Fu il primo, che in Verona facesse bene i paesi. Non volle mai nelle sue pitture adoperar vernice, se non negli scuri, quella mescolando co’ colori e con olj ben purgati; affermando, che quella guastava i quadri, e presto li faceva invecchiare, cosa forse non del tutto lontana dal vero. Fu Gio. Francesco un bizzarro cervello, o come volgarmente si dice, un bell’umore, nelle risposte prontissimo e vivace, ed ogni cosa metteva in ischerzo: e se alcuna volta eran notate le sue pitture o sacre o profane, ch’elle si fossero, di qualche difetto, egli data mano a qualche arguto concettino, così bene lo salvava, che non solo gli veniva fatto il purgare l’errore, ma lasciava il riprensore fra le risa, con gusto e satisfazione grandissima; e molto potrebbe dirsi in questo particolare, che per il meglio, si lascia.

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Discepolo di Battista del Moro, fioriva nel 1560. Fu questo Pittore figliuolo dello stesso Batista d’Agnolo Veronese, detto il Moro, dal quale ancora apprese la buona maniera del colorire a olio e a fresco; onde fu al medesimo di non ordinario ajuto nelle molte opere, che fece in Verona, Mantova e Venezia, ed in quelle particolarmente fatte pel Signor Cammillo Trevisano nel suo bel Palazzo di Murano. Quando mancasse quest’uomo al mondo, non è a nostra notizia; attesta però il Vasari, che esso insieme col padre ancora vivesse ne’ tempi, che egli scrisse la sua storia, che fu dell’anno 1568.

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F Facciata della Chiesa del Gesù disegno del Vignola 324. Fatti miracolosi, accaduti per zelo di giustizia 145. Il Fattore Pittore 240. Figure di terracotta dello Spedale degl’Innocenti e de’ Convalescenti 131. Fra Filippo di Tommaso Lippi 100. Varietà del Vasari nel formare la di lui nascita 101. Si vestì Frate del Carmine 102. Lascia l’abito di età di 17 anni; e messosi in mare per suo spasso, fu fatto schiavo de’ Barbareschi, e stette 17 mesi in catena, e come poi riscattòsi. Sue molte opere. Sua cattiva morte 103. Fonte di Palazzo vecchio 119. Francesco di Francesco Floris Pittore 350. I suoi scolari furono sopra cento 351. Francesco Francia Pittore 155. Fu amicissimo di Raffaello, e mandogli il suo ritratto 156. Francesco Fiorentino Pittore 95. Francesco Granacci Pittore. Fu molto stimato da Michelagnolo 212. Sua morte 213. Francesco Martini Scultore 106. Francesco Melzo Milanese, Miniatore 157. Francesco, detto Pesello 120. Colorì molti cassoni di battaglie, d’animali e d’altro all’usanza de’ suoi tempi 121. Abate Francesco Primaticcio. Fu mandato in Francia a Francesco II 266. Francesco di Simone Scultore 139. Francesco Torbido, detto il Moro 286. Francesco d’Ubertino, detto il Bacchiacca 290. Il Franciabigio 235. Frans Crebbe 305. Frans Floris Pittore 342. Sue opere 343. Fu velocissimo nell’operare 343. Qualità detestabili della sua moglie 344. Come sia burlata dal cognato. Si diede a bere esorbitantemente, e quello che dicevasi pubblicamente di lui a questo conto 344. Bevute straordinarie e incredibili. Morte del medesimo 345. Frans Minnerbroes 304. Frans Verbeech 304.

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