Nominativo - Floris Frans il Giovane

Numero occorrenze: 3

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

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F Fancelli, Chiarissimo, decen. 2. della par. I. del sec. 5. a c. 136. Farinati, Paolo, decen. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 213. Fasuolo, Giovannantonio, dec. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 58. Favarone, Lazzaro, dec. 2. della parte 3. del sec. 4. a c. 289. Fei, Alessandro di Vincenzio, decen. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 186. Feltrini, Andrea, decenn. del sec. 4. a c. 287. Vedi di Cosimo. Feminet, Martino, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 229. Ferrata, Ercole, decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 516. Ferrucci, Francesco di Gio. di Taddeo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 190. Ferrucci, Niccodemo, dec. I. della p. 3. del sec. 4. a c. 193. al verso 37. Ferrucci Pompeo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 196. al verso 14. Ferrucci, Romolo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 193. al verso 4. Fetti, Giovanni, dec. 7. del sec. 2. a c. 80. Fiacco, Orlando, decen. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 138. Fiasella, Domenico, dec. 5. della p. I. del sec. 5. a c. 537. Vedi da Sarzano. Ficherelli, Felice, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 219. Vedi Riposo. Fidani, Orazio, decen. 2. della par. I. del sec. 5. a c. 276. al quarto ult. verso. Filarete, Antonio, dec. I. della par. I. del sec. 3. a c. 40. Filippi, Alessandro, dec. 8. par. 2. del sec. 3. a c. 137. Vedi Botticelli. Finiguerra, Maso, dec. 5. della par. 2. del sec. 3. a c. 107. Fiorini, Gio. Batista, dec. I. della parte 3. del sec. 4. a c. 119. Flynk, Guobert, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 484. Floris, Cornelio, decen. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 398. al verso 17. Floris, Francesco, d. 5. del sec. 4. a c. 342. Floris, Francesco di Francesco, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 143. Floris, Francesco di Francesco, dec. 5. del sec. 4. a c. 352. Foder, Antonio, decen. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 211. Foggini, Gio. Batista, dec. 5. della parte I. del sec. 5. a c. 527. Foggini, Jacopo Maria, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 352. Fontana, Domenico, dec. I. della parte 3. del sec. 4. a c. 106. Fontana, Lavinia, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 96. Fontebuoni, Astasio, dec. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 86. Folli, Sebastiano, decen. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 161. Fortunatino, Tommaso di Stefano, decen. 6. del sec. 2. a c. 75. Fra Ascanio, dec. 2. del sec. 5. a c. 79. Vedi Mascagni. Fra Bartolommeo, detto Fra Carnovale, decenn. 3. del sec. 4. a c. 265. Fra Bartolommeo di S. Marco, dec. 10. par. 2. del sec. 3. a c. 148. Fra Carnovale, decenn. 3. del secolo 4. a c. 265. Fra Bartolommeo. Fra Giovanni da Fiesole, detto Fra Gio. Angelico, dec. 2. della par. I. del secolo 4. a c. 42. Fra Gio. Vincenzio de’ Servi, dec. 3. della p. 2. del s. 4. a c. 238. Vedi de’ Servi. Francia, Francesco, dec. 10. par. 2. del sec. 3. a c. 155. Francia, Jacopo, decen. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 56. Francavilla, Pietro, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 203. Francesco Fiorentino, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 95. Francesco Senese, decen. 3. del sec. 4. a c. 248. al verso 3. Franceschini, Baldassarre, dec. 5. della par. I. del secolo 5. a c. 381. Vedi Volterrano. Franciabigi, Marco Antonio, dec. 2. del sec. 4. a c. 235. Vedi il Franciabigio. Franchi, Antonio, dec. 5. della p. I. del s. 5. a c. 414. al verso 31. verso il fine. Franco Bolognese, dec. I. del sec. 2. a c. I. Francofoort, Adamo, dec. 3. del sec. 4. a c. 399. al ver. 12. Fredeman, Hans, dec. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 72. Furini, Francesco, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 258.

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Discepolo di Francesco Floris, fioriva nel 1570. Nacque questo Pittore in Anversa, di Francesco Floris, Pittore celebratissimo in quelle parti, il quale, come abbiamo nelle Notizie della vita di lui accennato, operò con tanto valore, che fu chiamato il Raffaello della Fiandra. Quegli però, del quale ora parliamo, che è Francesco suo figliuolo, che stette a Roma; e poi tornatosene in patria, operò con assai minor lode di quello, che il padre fatto aveva; merita contuttociò, che sia fatta alcuna memoria di lui, come quegli, che ebbe questa fortuna, forse sopra ogni altro pittore de’ suoi tempi, che dalla sua scuola uscissero moltissimi pittori di gran nome, che si sparsero poi per l’Europa, e fecero grandi opere. Carlo Vanmander, Pittore Fiammingo, che scrisse in suo idioma, racconta avere avuto alcune volte discorso con un discepolo di questo pittore, che si chiamò Francesco Menton di Alckmaer: e gli domandò della cagione, perché un maestro di non eccedente abilità, avesse potuto fare sì grand’ uomini nella sua scuola; ciocché appena addiviene a quelli di primo grido: al che rispose Francesco: La cagione, dico, essere stata, perché il Floris avendo da fare continuamente grandissimi lavori, disegnato ch’egli aveva il suo pensiero, lasciava poi fare a loro; ordinando ad essi, che si valessero delle tali e tali arie di teste, con che i giovani prendevano ardire, e tanto s’industriavano, che conducevano le cose bene, e si facevano pratici nell’arte. Dice ancora lo stesso Vanmander, che discorrendo col medesimo Menton, fecero il conto di quanti scolari erano usciti dalla sua scuola, e per quello, che allora sovvenne loro, ne contarono fino al numero di centoventi. Uno di questi fu un vecchio di Ghaent, chiamato Beniamyn di Ghaent, che nacque nel 1520 e ancor viveva del 1604 e fu nel suo tempo un gran coloritore, siccome mostrava una storia sopra la testata dell’Organo nella Chiesa di San Giovanni di Ghaent, la quale egli dipinse con disegno di Luca de Heere: e quest’artefice fece ancora molti ritratti dal naturale. Similmente fu suo discepolo Crispiaen Vanden Broecke d’Anversa, che fu ancora egli grande inventore, pratico nell’ignudo, e buonissimo architetto, le opere del quale si vedevano in più luoghi appresso gli amatori dell’arte, e morì poi in Olanda. Fu anche suo discepolo un certo Jooris di Ghaent, che fu Pittore del Re di Spagna, e dipoi della Regina di Francia: Marten e Hendrick di Cleef, Lucas de Heere, Antonis Blocklandt, Thomas di Zirieckzee, Simone d’Amsterdam, Isaac Claesten Cloeck, inventore e Pittore di Leiden, Fransoys Menton d’Alckmaer soprannominato, che fu gran maestro, buon disegnatore e Intagliatore in rame, e faceva bene i ritratti al naturale: e questi pure fece grandi allievi. Jeorge Boba, buon pittore e inventore: l’eccellentissimo Francesco Purbus di Bruges: Jeron Francken di Herentals, che del 1604 abitava ancora in Parigi ne’ Borghi di San Germano, e fu un gran maestro, e ritrasse bene al naturale: un fratello del medesimo, cioè Frans Francken, ancora esso gran pittore, che entrò nell’Accademia d’Anversa l’anno 1561 e morì in giovanile età: Ambrosius Francken, il terzo fratello, che in Anversa nell’ordinare le sue figure fu eccellente: Joos de Beer d’Utreckt, il quale abitava appresso il Provinciale del Vescovo di Tornai, e morì in Utreckt: Hans de Majer di Herentals: Apert Francen di Delft, che non fece gran cose, ma fu buono ordinatore di figure, dipinse Baccanali, de’ quali faceva assai copie, e anche colorì al naturale: Loys di Bruselles, buon Pittore e sonator d’Arpe e di chitarra: Thomas di Cocklen: un Mutolo di Nimega: Hans Daelmans d’Anversa: Evert d’Amersfoort: Herman Vandermas, nato in Briel, che l’anno 1604 abitava in Delft. Questi dopo la morte del Floris andò a stare appresso Frans Francken, dove copiò il ritratto d’un Cavaliere di Croce bianca, di mano del Floris, in atto di tenere una mano sopra essa croce: sopra la quale Evert dipinse un ragnatelo colle gambe lunghe, e col suo sbattimento, e stava tuttavia operando. Arrivò il maestro, e veduto quell’animale, disse al giovane: Vedi quanto sono stimate le tue fatiche, che infine i ragnateli ti vengono a sporcare il lavoro: e col cappello fece gesto di cacciarlo via; vedendo poi, ch’egli era dipinto, si vergognò, e disse al giovine, che non lo cancellasse, ma lo lasciasse stare così: di che il giovane molto si gloriava, parendogli d’avere ingannato il proprio maestro. Fu anche scolaro del Floris Herman Vandermast, che partì alla volta di Parigi, dove stette due anni appresso l’Arcivescovo di Bourges, e vi dipinse un San Bastiano. Nello stesso quadro ritrasse una mula, e gran quantità d’erbe al naturale, delle quali alcune si vedevano essere state pestate co’ piedi, e molte furono conosciute dal Medico del Re pe’ nomi loro: a cagione della quale opera Ermanno fu domandato al Vescovo dallo stesso Re. Andò poi ad abitare da Monsieur de La Queste, Cavaliere dell’Ordine, Presidente e Procuratore Generale di quella Maestà, dove gli furono fatte gran carezze. Stettevi sette anni, quattro de’ quali in carica di Scudiere della moglie del suo padrone, che era una Dama della Regina, di quelle che là chiamavano Figlie della Regina: e andava per tutto in carrozza della medesima. Un giorno nell’andar egli alla Corte con quella Dama, in tempo di Carnovale mascherato, la Regina Madre, che molto amava la Dama e la virtù del Pittore, volendo onorarlo con grado di nobiltà, gli donò una Spada, la quale volle, che portasse sempre. Ciò fece la Regina mentre egli era mascherato; perché essendole stato chiesto da altri quell’onore, per non dare ad alcuno gelosia, volle mostrare d’aver data la spada al primo Cavaliere, che se le fosse presentato davanti in quell’allegria. Ma questa nuova onorevolezza del pittore fece sì, che egli affezionatosi alla Corte, perdè l’affetto al dipignere, e non tirò più avanti; che per altro sarebbe riuscito un gran maestro. Damiaen Vandergaude fu anch’egli discepolo del Floris, e fu fatto Arciero del Re, una Guardia nobilissima, che guarda la persona di quella Maestà, di grandissima rendita: carriera, che per lo più usavan cavare da’ Soldati riformati. Uscirono ancora dalla scuola di Francesco, Hieroon Vanvissenack, Steven Croonemorg di Hage, e Dirck Vanderlaen d’Haerlem, il quale fu bravo nelle cose piccole: per avanti aveva avuta scuola da Marten di Clevia: e andatosene in Ispagna, molto vi crebbe in valore e in fama.

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F Facciata della Chiesa del Gesù disegno del Vignola 324. Fatti miracolosi, accaduti per zelo di giustizia 145. Il Fattore Pittore 240. Figure di terracotta dello Spedale degl’Innocenti e de’ Convalescenti 131. Fra Filippo di Tommaso Lippi 100. Varietà del Vasari nel formare la di lui nascita 101. Si vestì Frate del Carmine 102. Lascia l’abito di età di 17 anni; e messosi in mare per suo spasso, fu fatto schiavo de’ Barbareschi, e stette 17 mesi in catena, e come poi riscattòsi. Sue molte opere. Sua cattiva morte 103. Fonte di Palazzo vecchio 119. Francesco di Francesco Floris Pittore 350. I suoi scolari furono sopra cento 351. Francesco Francia Pittore 155. Fu amicissimo di Raffaello, e mandogli il suo ritratto 156. Francesco Fiorentino Pittore 95. Francesco Granacci Pittore. Fu molto stimato da Michelagnolo 212. Sua morte 213. Francesco Martini Scultore 106. Francesco Melzo Milanese, Miniatore 157. Francesco, detto Pesello 120. Colorì molti cassoni di battaglie, d’animali e d’altro all’usanza de’ suoi tempi 121. Abate Francesco Primaticcio. Fu mandato in Francia a Francesco II 266. Francesco di Simone Scultore 139. Francesco Torbido, detto il Moro 286. Francesco d’Ubertino, detto il Bacchiacca 290. Il Franciabigio 235. Frans Crebbe 305. Frans Floris Pittore 342. Sue opere 343. Fu velocissimo nell’operare 343. Qualità detestabili della sua moglie 344. Come sia burlata dal cognato. Si diede a bere esorbitantemente, e quello che dicevasi pubblicamente di lui a questo conto 344. Bevute straordinarie e incredibili. Morte del medesimo 345. Frans Minnerbroes 304. Frans Verbeech 304.

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