Nominativo - Dirck Theodoor van Haarlem

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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Di Bicci, Bicci di Lorenzo, dec. 2. della par. I. del sec. 4. a c. 68. Di Bicci, Lorenzo, d. 8. del s. 2. a c. 96. Di Bicci, Neri di Lorenzo, dec. 2. della par. I. del sec. 4. a c. 52. Di Bruggia, Roggiero, dec. 10. par. 2. del sec. 3. a c. 153. Di Corninexloy, Gillis, d. 3. della p. 2. del s. 4. a c. 264. Di Cosimo, Andrea, dec. 4. del sec. 4. a c. 287. Vedi Feltri. Di Cosimo, Piero, dec. 7. par. 2. del sec. 3. a c. 126. Di Donato, Bartolommeo, dec. 2. della par. I. del sec. 4. a c. 68. Di Donnino, Agnolo, dec. 7. della parte 2. del sec. 3. a c. 122. Diesicksen, Pieter, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 398. in fine. Di Gheyn, Jaques, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 236. D’Yper, Carelo o Carlo, dec. 5. del sec. 4. a c. 339. Di Leiden, Aertgen, d. 5. del s. 4. a c. 349. Di Leida, Luca, dec. I. del secolo 4. a c. 177. Vedi Luca d’Olanda. Di Liere, Jos, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 154. Di Mabuse, Joan, d. 3. del s. 4. a c. 250. D’Oort, Adam, dec. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 238. al verso 22. Di Paolo, Giovanni, dec. 4. della p. I. del sec. 3. a c. 98. Di Piero, Ansano, dec. 4. della par. I. del sec. 3. a c. 98. Di Piero, Bonaventura, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 376. Di Poggino, Zanobi, dec. 4. del sec. 4. a c. 285. Di Quesnoy, Francesco, dec. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 283. Vedi il Fiammingo. Direck, Teodoro, dec. 7. della par. 2. del sec. 3. a c. 123. Di S. Jans, Geertgen, dec. 10. par. 2. del sec. 3. a c. 154. Di Simone, Francesco, dec. 8. par. 2. del sec. 3. a c. 139. Di Strenvuyck, Hendrick, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 279. Di Tito, Santi, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 100. D’Uries, Dienck, dec. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 399. al verso 22. Dolci, Carlo, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 491. Domenichino, Domenico, dec. 3. della p. 3. del s. 4. a c. 344. Vedi Zampieri. Donatello, Donato, dec. I. della par. I. del sec. 3. a c. 35. Don Angiol Maria da Gubbio, dec. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 305. Vedi Colomboni. Du Bois, Ambrogio, dec. 3. della parte 2. del sec. 4. a c. 272. Duccio da Siena, dec. 5. del sec. 2. a c. 58. Dughet, Gasparo, dec. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 473. Vedi Poussin, e vedi Gasparo Poussin. Dumeo, Guglielmo, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 272. Du Perac, Stefano, dec. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 275. Durero, Alberto, decen. I. del sec. 4. a c. 161.

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Si crede Discepolo d’Alberto Vanwater. Fioriva nel 1460. L’altre volte nominato Carlo Vanmander Fiammingo, attesta, che fosse opinione molto ricevuta ne’ Paesi Bassi, che la città d’Haerlem ne’ primi tempi, che in quella parte cominciò a fiorire la Pittura, fosse quella, che producesse i migliori maestri, e più rinomati di ogni altra città: ed oltre al testimonio, che fanno di ciò le opere d’Albert Vanwwater e di Geertgen di S. Jans, non lasciano di farlo anche chiaramente conoscere le pitture di Teodoro Direck d’Haerlem. Non è noto, di chi egli fosse discepolo: ma per ragion de’ tempi e dell’operar suo, non è in tutto improbabile, ch’egl’imparasse l’arte dallo stesso Alberto Vanwwater. Abitava quest’artefice nella strada detta della Croce, poco lontano dagli Orfanelli, dov’era un’antichissima facciata, con alcuni ritratti di rilievo. Si tien per certo, che egli andasse ad operare in varj luoghi, e ch’egli consumasse qualche tempo di sua vita nella città di Lovanio in Brabanza. A Leiden era di sua mano un quadro dov’egli aveva figurato un Salvadore, e ne’ due sportelli San Pietro e San Paolo, grandi quanto il naturale. Sotto questo quadro erano scritte in lettere d’oro le seguenti parole: Mi ha fatto in Lovanio l’anno della Natività di Cristo 1462. Direck, nato a Haerlem, gli sia eterno riposo. I capelli e le barbe di queste figure erano molto morbidi e delicati, e fatti di una maniera, secondo ciò che attesta il nominato Autore, più tenera e pastosa di quello, che si usava poi ne’ tempi di Alberto Duro: ed i contorni erano men secchi di quelli, che fecero dopo molti anni i pittori, dopo aver vedute le opere dello stesso Alberto. Vedevasi questo bel quadro l’anno 1604. in casa un certo Jan Gerrebz Buytewegh.

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