Nominativo - Cambiaso Giovanni

Numero occorrenze: 4

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

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C Caccini, Giovanni, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 49. Casa, Melchior, decenn. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 525. in fine. Calandrino, Nozzo di Perino, decen. 4. del sec. I. a c. 64. Calcagni, Antonio, decen. 3. della parte 2. del sec. 4. a c. 223. Caldara, Pulidoro, decenn. 3. del sec. 4. a c. 281. Vedi da Caravaggio. Calliari, Benedetto, dec. 2. della p. 2. del secolo 4. a c. 139. Calliari, Carletto, decenn. 5. del sec. 4. a c. 348. Calliari, Paolo, decenn. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 56. Callot, Jacopo, decenn. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 109. Calvart, Dionisio, decenn. I. della parte 3. del sec. 4. a c. 97. Calvi, Lazzaro, decenn. 3. del sec. 4. a c. 247. Calvi, Pantafilco, decenn. 3. del sec. 4. a c. 248. Camassei, Andrea, decenn. 3. della parte I. del sec. 5. a c. 228. Cambioso, Giovanni, decenn. 3. del secolo 4. a c. 263. Campi, Antonio, decen. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 86. Campi, Bernardino, decenn. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 61. Campi, Galeazzo, decenn. 2. del sec. 4. a c. 230. Campi, Giulio, dec. 4. del sec. 4. a c. 296. Campi, Vincenzio Antonio, decen. I. della par. 2. del sec. 4. a c. 87. Canneri, Anselmo, decenn. 4. del secolo 4. a c. 329. Cantagallina, Remigio, decenn. 2. della par. I. del sec. 5. a c. 77. Canuper, Niccola, decenn. 3. della parte I. del sec. 5. a c. 197. Capellino, Giovambaista, decenn. 2. della par. I. del sec. 5. a c. 161. Caporali, Giulio, dec. 4. del sec. 4. a c. 289. Capiro, Francesco, decenn. 5. della parte I. del sec. 5. a c. 539. Caracci, Agostino, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 69. Caracci, Annibale, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 72. Caracci, Lodovico, decen. I. della parte 3. del sec. 4. a c. 57. Carboni, Giovanni, dec. 3. della p. I. del sec. 5. a c. 201. al vers. 28. Carcani, Filippo, decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 526. verso il mezzo. Cardi, Fra Lodovico Cigoli, che è lo stesso, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 15. Carducci, Bartolommeo, decen. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 155. Carducci, Vincenzio, decenn. 3. della par. 3. del sec. 4. a c. 313. Carlone, Gio., decenn. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 303. Caroselli, Agnolo, decenn. 2. della parte 3. del sec. 4. a c. 307. Caroti, Giovanni, decenn. 4. del sec. 4. a c. 286. Caroti, Gio. Francesco, decenn. I. del sec. 4. a c. 184. Casolani, Alessandro, decenn. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 214. Castello, Bernardo, decen. 2. della parte 3. del sec. 4. a c. 287. Castello, Castellino, decen. 3. della parte 3. del sec. 4. a c. 419. Castello, Valerio, decenn. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 535. Castiglione, Gio. Benedetto, decenn. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 534. Cateni, Gio. Cammillo, decenn. 5. della p. I. del sec. 5. a c. 528. al vers. 8. Cav. Fra Bartolommeo Preti, decen. 6. della par. 2. del sec. 6. a c. 633. Vedi il Pittor Calavrese. Cavallini, Pietro, dec. I. del sec. 2. a c. 6. Cecco Sanese, dec. 3. del sec. 4. a c. 247. al verso 18. Cennini, Cennino di Drea, decenn. 8. del sec. 2. a c. 90. Cerquozzi, decenn. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 189. Vedi Michelagnolo delle Battaglie.Cesi, Bartolommeo, decenn. I. della parte 3. del sec. 4. a c. 54. Chellini, Artu, decenn. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 378. Chellini, Erasmo, decen. 4. della parte I. del sec. 5. a c. 378. Chiavistelli, Jacopo, dec. 3. della p. I. del sec. 5. a c. 278. al verso 30. Chiesa, Silvestro, decenn. 5. della parte I. del sec. 5. a c. 534. Chiodarolo, Gio. Maria, decenn. 3. del sec. 4. a c. 280. Ciamborlani, Gio. Grisostomo, dec. 3. della p. I. del sec. 4. a c. 231. al v. 27. Ciaminghi, Francesco, decenn. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 527. al vers. 19. Cigoli, Fra Lodovico, che è lo stesso, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 15. Cimabue, Giovanni, par. I. decenn. I. del sec. I. a c. 1. Cioli, Simone, decenn. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 267. Cioli, Valerio, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 173. Civitali, Matteo, decenn. 4. della parte I. del sec. 3. a c. 99. verso il mezzo Claesz, Cornelio, decenn. 3. della parte 3. del sec. 4. a c. 398. Claudio Gellee, o Claudio Lorenese, decenn. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 353. Cleayer, Gasparo, decenn. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 120. Cleef, Ivos, decenn. 2. del sec. 4. a c. 215. Vedi il Pazzo. Coccapani, Gio., decenn. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 123. Coccapani, Sigismondo, dec. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 132. Cocxie, Michel, dec. 4. del sec. 4. a c. 301. Coignet, Gillis, decenn. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 167. Colomboni, Don Angiol Maria, decenn. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 305. Comodi, Andrea, decen. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 260. Coninche, David, decenn. 7. della parte 2. del sec. 7. a c. 623. Corsiers, Gio. decenn. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 379. Contarino, Giovanni, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 201. Copè Fiammingo, dec. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 196. al verso 35. Coques, Gonsalo, decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 416. Cornelisz, Jacob, dec. I. del sec. 4. a c. 190. Cornelisz, Pieter, decen. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 243. Corona, Lionardo, decen. I. della parte 3. del sec. 4. a c. 209. Corso, Niccolò, dec. 2. sec. 4. a c. 232. Cort, Cornelio, decenn. 3. della par. 2. del sec. 4. a c. 222. Cortesi, Padre Jacopo, dec. 5. della p. I. del sec. 5. a c. 417. Vedi il Borgognone. Cosci, Gio. Balducci, det. Cosci, dec. 3. della p. 2. del sec. 4. a c. 218. Vedi Balducci. Cozzerelli, Jacopo, decenn. 4. della parte I. del sec. 3. a c. 106. Crebbe, Frans, dec. 4. del sec. 4. a c. 305. Cristofani, Fabio, decenn. 5. della parte I. del sec. 5. a c. 526. al verso 27. Cristofano da Modana, decen. 9. del secolo 2. a c. 101. Curradi, Raffaello, decenn. 2. della p. I. del sec. 5. a c. 138. Curt, Girolamo, decenn. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 267. Vedi Dentone.

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Discepolo di Lodovico Brea, nato circa al 1483. Quantunque la nobilissima città di Genova negli anni più antichi non si mostrasse così pronta ad abbellirsi della tanto applaudita arte della Pittura, quanto furono altre città d’Italia, ché per certo sarebbe stata questa una preziosa aggiunta alle glorie di lei; non è per questo, che ella subito, che per la dotta mano di Lodovico Brea Nizzardo, il primo, che circa il 1470 vi cominciasse a operare con lode, le fu da vicino mostrato il pregio, ella non desse fuori molti aperti segni di tanto amore verso sì bella virtù, che ben si potesse credere, che ancor ella in breve fosse per partorire uomini in grande abbondanza, che la professassero al pari d’ogni altra città. Uno dei primi fu Antonio Semino, di cui ora parliamo, il quale nato circa il 1483 e ne’ primi anni della sua fanciullezza messo nella scuola del nominato Lodovico Brea, si fece sì valoroso, che in breve ebbe le migliori commissioni della sua patria, e vi fece tali opere, che fino ad oggi sono appresso gl’intendenti in qualche stima. Vedesi di sua mano, in Santa Maria di Consolazione, una piccola tavola, fatta del 1526 dove in un bel paese campeggia la figura dell’Arcangelo San Michele. Fece poi per la Chiesa di San Domenico, una tavola di un Deposto di Croce. In Sant’Andrea dipinse insieme con Teramo Piaggia, stato suo condiscepolo, la tavola del martirio del Santo, e parimente con quello fece pure nella Madonna di Consolazione alcune opere a fresco, e un’altra tavola di un Deposto di Croce del 1527. Chiamato a Savona dalla casa Riarj, vi dipinse la tavola della loro Cappella in San Domenico; e poi del 1535 fece pe’ medesimi la Natività del Signore, e un Dio Padre, e un tondo, che fu posto sopra la nominata tavola. È di sua mano in Genova, negl’Incurabili, il Lazzero risuscitato; nel Duomo una tavolina col Battesimo di Cristo, che per essere l’Altare isolato, si vede da due facce: e l’altra, dov’è la Natività di San Giovambatista, fu fatta per mano di Teramo. Siccome Antonio godé una assai lunga vita, così poté fare anche opere in gran numero, delle quali non è rimasta notizia. Ebbe questo artefice grande inclinazione a far paesi, e sempre ch’e’ poteva, ne abbelliva le opere sue; e fu anche buon prospettivo. Sarebbe stato suo disiderio, che nella città sua patria, si fondasse un’Accademia, dove s’instruissero i giovani nell’arte; ma non potendolo conseguire, non lasciò per questo di far sì, che Andrea e Ottavio suoi figliuoli, i quali egli applicò alla pittura, non arrivassero ad esser pittori di nome, mandandoli a studiare nella città di Roma; e fu quello, che stimolò e quasi forzò Giovanni Cambiaso a darsi a questi studj in età provetta, per la grande inclinazione; donde avvenne, che non solo quegli divenne gran maestro, ma da lui uscì il celebre Pittore Luca Cambiaso suo figliuolo, che ha poi dati a quella patria molti gran maestri nell’arte.

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Discepolo di Antonio Semino, nato al 1495, morto ... Giovanni Cambiaso, nato nella Valle di Polcevera, poco distante da Genova, imparò egli l’arte nella scuola di Antonio Semino, pittore di quella patria, assai lodato in quella età; avendo poi studiata la maniera di un tal maestro Carlo, discepolo del Mantegna, fecesi sì pratico, che molte cose ebbe a fare di sua mano in essa città, per pubblici e privati luoghi, guadagnandosi lode di avere, con un suo nuovo modo di dipignere, tolta via in gran parte una certa crudezza, che avevano le pitture de’ maestri in quei tempi in quelle parti, nelle quali poco o nulla potevano l’arti più belle avere allignato, a cagione delle civili discordie, da cui sogliono essere per ordinario, appena nate, svelte o recise. Furono i primi lavori di questo artefice, per quelle Riviere, in gran parte a fresco, finché nel 1523 dal Principe Doria gli fu fatto dar principio alle pitture del suo bel Palazzo, facendo anche colà venire apposta i celebri pittori Perino del Vaga, Domenico Beccafumi e Antonio Ponzano: le opere de’ quali recarono sì fatta maraviglia a Giovanni, particolarmente quelle di Perino, che datosi ad osservarne il più bello, interamente mutò sua antica maniera, ed a quella dello stesso Perino sì bene si accostò, che non vi è oggi, chi vedendo le pitture di esso, non lo creda uscito da quella scuola. Furono l’opere di Giovanni, per lo più sparse per diversi luoghi della Riviera, e per le case di particolari cittadini. Dipinse ancora a chiaroscuro, e fu bravo modellatore, solito a dire, che non può giugnere a gran perfezione nella pittura colui, che non si è per qualche tempo bene esercitato nella Plastica. Veggonsi suoi disegni, fatti con un modo del tutto nuovo, che vien detto proprio di lui, benché altri a Bramante Architetto da Urbino attribuiscalo: e fu di disegnare le umane forme per via di cubi, o sia di quadrati. Fu padre e maestro, fin da’ primi principj, di Luca Cambiaso, detto altrimenti Luca o Luchetto da Genova, il quale tenne gran tempo in ajuto, dopo averlo condotto fino a quel segno d’eccellenza, alla quale egli medesimo non era potuto pervenire. Terminò finalmente questo artefice il corso di sua vita, in istato di decrepitezza, lasciando di sé degna memoria e alla patria onore. Fiorì ancora in questi medesimi tempi, in essa città di Genova, un certo Jacopo Tagliacarne, mentovato dal Soprani, e di cui anche parlò Cammillo Leonardo, celebre medico. Questi fu assai lodato in effigiare, con bella industriosa maniera, nelle pietre più dure, invenzioni e piccole figurette; maestranza usata già dagli antichi Greci e Romani: e nell’incavare eziandio cose sì fatte, di che hanno, fino a’ tempi nostri, data testimonianza molte opere sue, esistenti appresso i suoi concittadini, ed alcuni sigilli molto bellissimi, lavorati in preziose gemme, che è quanto abbiamo di memoria della virtù di questo artefice.

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G Galeazzo Campi 230. Galeazzo Pisenti, detto il Sabionetta 330. Galeazzo Rivello, detto Barba 198. Gaudenzio Pittore 194. Geertgen di Sant’Jans, cioè Giorgio di San Giovanni Pittore 154. Gentile da Fabriano pittore 104. Giacomo Pampurino 200. Gio. Anton Beltraffo Pittore 213. Giovacchino Patener pittore 222. Gio. Antonio Razzi. Sua patria incerta 228. Fu trascurato e negligente nella sua professione. Sue opere. Morì allo spedale mendico 229. Gio. Battista Mantovano 333. Gio. Francesco Caroti pittore 184. Gio. Francesco Penni, detto il Fattore 240. Gio. Francesco Rustici 140. Fu uomo senza interesse e limosiniere, né teneva alcun conto del danaro 140. Atto, generoso fatto a favore d’un povero 141. Gio. Maria Chiodarolo 280. Gio. Van Calcker, detto Gio. Fiammingo 334. Giovanni Bellini Pittore, sue opere 124. Giovanni Cambioso 263. Giovanni Caroti 186. Giovanni Holbeen pittore 313. Fu mandato da Erasmo Roterodamo in Inghilterra appresso a Tommaso Moro. Sue molte opere e ritratti 314. Gran disgrazia seguitagli nella città di Londra. Fu grande amico e confidente del Re Enrico VIII, e fece il suo ritratto 315. Quadri di sua mano nella Tribuna dellaGalleria del Granduca di Toscana, bellissimi, e sua descrizione 317. Altre opere e ritratti in varj luoghi 319. Ritratto suo, e di sua mano vedesi nella stanza de’ Ritratti de’ Pittori nella detta Galleria 318. Giovanni Nani da Udine 278. Gio. Niccola 237. Giovanni Spagnuolo, detto lo Spagna 278. B. Fra Giovanni da Fiesole, detto Fra Giovanni Angelico dell’Ordine de’ Predicatori, e sue notizie 42. Capitolo di San Marco dipinto dal medesimo, e molte altre immagini sacre 44. Fu Miniatore eccellente. Semplicità del medesimo. Dipinse sempre immagini sacre 46. Rifiutò l’Arcivescovado di Firenze, e propose in luogo suo S. Antonino 47. Morte di esso, e suo Epitaffio. Ebbe un fratello della medesima Religione, uomo di santa vita, e gran Miniatore. Dalla scuola del P. Gio. venne poi quella di Tiziano 47. Giovanni di Paolo da Siena pittore 98. Giovanni della Robbia 131. Giovanni de’ Santi, padre di Raffaello da Urbino, Pittore, e sue opere 171. Giovanni, detto l’Olandese 312. Giovanni e Uberto Eyck fratelli 24. Dipignevano con colla e chiara d’uovo in vece d’olio, di cui ancora non era ritrovata l’invenzione. Inventò il colorire a olio 26. Non volle più esser veduto dipingere 27. Fu Consigliere segreto del Conte di Borgogna. Fece molte opere per l’Italia. Morte d’ambedue 28. Fecero molti allievi. Pittori, che fiorirono nella Germania alta, e nei Paesi Bassi dopo la mancanza di Giovanni e Uberto 29. Girolamo da Codignola 280. Girolamo Genga pittore 214. Girolamo Lombardo 291. Sue opere 293. Giulio Campi e sue opere 296. Giulio Caporali 289. Giulio Raibolini 190. Giulio Romano e sue opere 238. Grecia inventrice delle favole e falsi avvenimenti 71.

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