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VII. 1350 Duos ego novi pictores egregios, nec formosos,
Operis
E per ciò avendo egli quell’arte ritornata in luce, che molti Secoli sotto gli errori d’alcuni, che più a dilettare gli occhi delli ignoranti, che a compiacere all’intelletto de’ Savi, dipignendo era stata sepolta, meritamente una delle luci della Fiorentina gloria dir si puote.
Umana man non credo che sospinta
Mai fusse a tanto ingegno quanto in quella,
Mostrante ogni figura lì distinta;
Eccetto se da
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IX. 1370 in circa nella nominata In sulla cima dura etc. Vuol dire che la fama di molti dura molto tempo, ma non eccellente; perocché sopravviene un altro eccellente Maestro, che fa scemar la fama del primo: ma se uno suttile Artefice fosse tra uomini grossi, e dietro a lui anche seguitassono lungo tempo genti grossi, allora la sua eccellenza e fama durerebbe lungo tempo: ma quando seguita un altro suttile Artefice, il primo perde l’eccellenza; e dà esempio
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XII. 1395 in circa. Credette
Questo
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Fu
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Questa vivacità di spirito ritenne egli fino all’ultima età, ed era già vecchio, come notò il mentovato
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Di questo Pittore adunque, del quale per abbellire le sue novelle fece, come aviamo accennato, sì frequente menzione il nostro Nozzus vocatus Calandrinus Pictor quondam Perini Populi Sancti Laurentii testis
Calandrino senza arrestarsi venne a Casa sua, la quale era vicina al canto alla Macina
Fu ancora non e gran tempo un Dipintore chiamato Calandrino
io non son vecchio com’io vi paio
Vecchio impazzato, etc. ecco bello innamorato; or non ti conosci tu tristo? non ti conosci tu dolente? che premendoti tutto non uscirebbe tanto sugo, che bastasse ad una salsa.
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Venendo ora ad altri particolari di
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C
Altro Comento del 1334. 11.
Altro Comento con gli argomenti delle due Cantiche fatti da
Cristiana Religione non mai fu senza immagini da venerarsi su gli altari 28.
Culto dell’immagini quando ebbe principio 28.
Chiese si dedicano a Dio in onore de’ Santi 32. Uso di dedicarle 32.
Casa de’
Il
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Discepolo d
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Due segnalati Novellatori Fiorentini anno parlato di tal maestro. Il primo, e’l principale fu
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Venendo ora a quel che fa al proposito nostro, che sono le sue pitture, dico, che operò egli molto di maniera assai simile a quella del suo maestro, in
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Discepolo d’
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Ne sia chi dica, che le cose, ch’ei raccontò di costoro, fossero pure invenzioni per abbellimento de’ suoi Scritti, perché non solo sappiamo noi di certo per molti indubitati riscontri, che furono al mondo questi tali uomini, de’ quali ei parlò, che egli non averìa nominati in cose tali, s’elle non fossero state vere, ma io stesso ricercando fra l’antiche Scritture, ho ritrovato essere anche verissime alcune
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Per costui dunque fece Era sì grande, e sì continova questa loro usanza, ch’e’ non parea che senza
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Nella Città di Firenze cominciò questa pestilenza nel mese d’Aprile del 1348. e vi durò fino al principio di Settembre dello stesso anno, ed in così poco tempo di cinque mesi morirono in Città, e fuori più de i tre quinti
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G
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Or venendo alle opere di costui, egli fece molte belle cose a fresco nella città di Firenze e fuori, che poi, per la demolizione delle fabbriche, furono disfatte: e furono le più belle quelle di alcune
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Discepolo di Fra
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Nato ..., morto 1558.