Nominativo - Benedetto IX (Teofilatto III dei conti di Tuscolo, papa)

Numero occorrenze: 10

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

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Finalmente scolpì Gio. nella Città di Perugia nella Chiesa de’ Frati Predicatori la Sepoltura di Papa Benedetto Nono, e quella di Niccolò Guidalotti Vescovo di Recanati institutore della Sapienza nuova di quella Città: in Pisa il Pergamo grande del Duomo, da mandritta verso l’altar maggiore, al quale diede compimento l’anno 1320.

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1681

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Non sarebbe dunque vero che Giotto (come soggiugne il med. Vasari) fusse stato chiamato a Roma a far le nominate opere da Papa Benedetto IX da Treviso, essendo quelle, come s’è detto, state fatta del 1298 in tempo di Bonifazio VIII, e Papa Benedetto IX regnò per mesi otto, e giorni sei degli anni 1303 e 304.

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Questa notizia fa conoscer chiaro l’errore del Vasari, seguitato da Felibien francese ne’ suoi Trattenimenti lib. primo, e non meno quello del Co. Carlo Cesare Malvasia, dove nella vita di Franco Bolognese a 14 dice: Franco, del quale non posso che parlare con un poco più di rispetto, come quello che venne giudicato a que’ tempi eguale ad ogni altro anche allo stesso Giotto, quando non mandò Benedetto IX a riconoscer l’opera di quelli a Firenze, e a levarlo, che da Bologna ancora non si facesse venir questo Franco.

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1681

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Erasi appunto in quella Città finita di alzare la bella fabbrica del Campo Santo, onde a Giotto, come a sovranissimo Maestro furono allogate per dipignerle alcune delle gran facciate di dentro, ed egli vi dipinse a fresco sei storie di Giob. Quest’opere che riuscirono maravigliose gli procacciarono tanta fama, che Papa Bonifazio VIII, e non Papa Benedetto IX da Treviso (come erroneamente afferma il Vasari, seguìto dal Malvasia, e da altri) volendo far dipignere alcune cose in S. Pietro, mandò a posta in Firenze un suo Gentiluomo per riconoscer Giotto, e l’opere sue, ed allora mostrò egli con quel circolo tirato perfettamente con mano quella spiritosa avvedutezza, onde nacque poi il proverbio: Tu sei più tondo di quel di Giotto.

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1681

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Essendo poi seguita la morte di Bonifazio VIII. e doppo quella di Benedetto IX. di lui successore, Clemente V. che fu creato doppo di lui condusse Giotto in Avignone, dove fece molte bellissime opere in tavola, e a fresco, come ancora in molti luoghi della Francia; delle quali avendo riportato rimunerazioni e guadagni eguali al merito suo, l’anno 1316. fece ritorno alla Patria carico di ricchezze e d’onore; portò seco il ritratto di quel Pontefice, del quale fece dono a Taddeo Gaddi suo discepolo. Poco dipoi fu per opera de’ SS. della Scala condotto a Padova, dove s’era poco avanti fabbricata la Chiesa del Santo, e vi dipinse una bellissima cappella. In questo tempo e’ ricevette in Casa sua il nostro Poeta Dante, come di sopra s’è accennato, quindi passò a Verona, e in quella Città ritrasse M. Cane della Scala, e per un suo Palazzo fece molte belle pitture, e una tavola per la Chiesa de’ frati di S. Francesco.

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1681

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Certo è, che egli visse intorno al 1300. Ma se ei lo trapassasse, e non v’arrivasse, rendesi appresso delli scrittori assai dubbioso: perché se sussistesse l’asserzion del Vasari, il qual vuole, ch’egli operasse in Roma per Papa Benedetto VIIII da Treviso, che sedè nella Cattedra di S. Pietro dal 304. al 305., questo Artefice sarebbe fiorito dopo il 1300. Ma perché il medesimo Vasari vuole che nello stesso tempo lavorasse Giotto le sue Pitture in Roma chiamatovi dal medesimo Pontefice Benedetto VIIII, quando la verità è, che Giotto fu chiamato a Roma da Bonifazio VIII, antecessore di Benedetto VIIII, come abbiam chiaramente mostrato nelle notizie di esso Giotto, viene in conseguenza che Oderigi fiorisse avanti al 1300. Presupposto, ch’egli fusse in Roma a miniar per lo Papa, quando Giotto vi fu chiamato dal medesimo a dipignere, il che successe circa l’anno 1209.

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1681

Pagina 63

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Egli è ben vero ch’io non ho mai saputo rinvergare da quale Scrittore abbia tratto l’Autore delle Vite de’ Pittori Bolognesi queste parole: Franco del quale non posso che parlare con un poco più di rispetto, come quello che venne giudicato a que’ tempi eguale ad ogni altra anche all’istesso Giotto, quando non mandò Benedetto Nono a riconoscer l’opera di quelli a Firenze, et a levarlo, che da Bologna ancor non si facesse venir questo Franco per servirsene a dipinger non solo, ma a miniare i volumi stessi della libreria Vaticana, come che si sottile e fina operazione da verun’altro non bene usata, altro sapere ricercasse, altra diligenza di che trovavansi provvisti gli artefici di que’ tempi.

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1681

Pagina 63

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Se questo Autore à cavato dal Vasari, del quale porta poi immediatamente alcune proprie parole, protestandosi di non trovare di Franco essere stata fatta alcuna menzione, né dal Baldi, né meno nella Biblioteca Bolognese, pare a me avere egli errato due volte, la prima col medesimo Vasari, dove disse, che Giotto, Oderigi, e Franco fussero chiamati a Roma dal Pontefice Benedetto IX., il che non fu così, e noi l’abbiamo concludentemente provato: col far vedere, che Benedetto IX. fu creato Papa doppo che costoro avevano fatte l’opere in Roma, che dice il Vasari, che e’ facessero; à errato anche da per sé stesso, restando insussistente la di lui asserzione, Che si sottile, e fina operazione (intende egli del miniare) da verun altro non fusse ben’usata, mentre sappiamo, che Giotto primo Maestro della Pittura, possedè in grado eccellente quella del miniare, operando cose maravigliose, che pure fino a’ nostri tempi si veggono, come s’è dimostrato nelle di lui notizie; e se bene il Vasari non fece menzione delle miniature di Giotto, non disse però mai cosa contraria.

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1681

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P
Proemio dell’Opera 1.
Pittura, e Scultura sono una cosa stessa 2. lor divisione da che proceda 2. Procedono dallo stesso principio che è il disegno 2. Dall’Egitto in Italia, e poi in Grecia 3. periscono 3. risorgono in Toscana 3.
Plastica del primo Uomo 2.
Prassitele antico Scultore 3.
Pirro antico pittore in Grecia 3.
Polignoto Ateniese antico Pittore in Corinto 3.
Parrasio antico pittore 3.
Protogene antico pittore 3.
Pitture de’ Greci in S. Maria Novella 4.
Palazzo de’ Governatori d’Ancona 5.
Provvisione ottenuta nel Consiglio della Città di Firenze a favor di Giotto 10.
Platone ebbe lode d’essere stato il primo, che riducesse il Dialogo a perfezione 28.
Palazzo de’ Sig. in Arezzo, e Torre della Campana 35.
Ponte alla Carraia quando fondato, e da chi 35.
Palazzo delli Anziani in Firenze e da chi edificato 36. servì poi pel Podestà, oggi pel Bargello 36.
ser Petraccolo dell’Ancisa padre del Petrarca 36.
Ponte alla spugna sopra il fiume dell’Elsa quando edificato, e da chi 38.
Persio si fa chiamare discepolo di Cornuto 42.
Paradiso si piglia per atrio, e portico di Chiesa, avvertimento dell’Autore intorno a ciò 48.
Pietro Berrettini da Cortona 58.
Papa Benedetto IX da Treviso 60 e 63.
Papa Bonifazio VIII. 60.

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1686

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B Badia di Firenze 45. Bartolo Gioggi pitt. sua vita 28. Bartolommeo Bologhini pitt. sua vita 70. Bartolommeo di Fredi pitt. Sanese sua vita 83. Bastioni, e ripari fattisi nella Città di Firenze 32. Battisterio in S. Giovanni di Pisa 8. Battisterio della pieve di S. Maria in Caliaula 8. Benedetto IX. da Treviso suo ritratto 4. Benvenuto da Imola Comentatore di Dante, coetaneo del Petrarca. Manoscritto nella Libreria di S. Lorenzo 2. Bernardo Orcagna pitt. 64. sua vita 69. Bernardo Nello Falconi Pisano pitt. 68. Bernardo Daddi pitt. sua vita 70. Bernardo da Siena pitt. sua vita 95. Bernardino Poccetti pitt. Fior. 45. 104. Bottega di Maso del Saggio nel Secolo del 1300. raddotto de’ più piacevoli uomini, che avesse allora la nostra Città 25. Bruno pitt. Fior. 11. sua vita 25. Buonamico Buffalmacco pitt. sua vita 11. suo ritratto 12. Muore allo Spedale 13.

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