Nominativo - Aldegraever Heinrich

Numero occorrenze: 5

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A Adriano Van Utrecht, Decennale 3. della Parte I. del Secolo 5. a car. 197. Aersen, Pieter, decenn. 4. del sec. 4. a c. 298. Aerstz, Ryckaert, decenn. 2. del sec. 4. a c. 218. Agostino, e Agnolo Sanesi, decenn. 4. del sec. I. a c. 68. Albani, Francesco, decenn. 3. della parte 3. del sec. 4. a c. 339. Aldegraef, decennale 4. del secolo 4. a c. 307. Allegrini, Francesco, decenn. 6. della par. 2. del sec. 6. a c. 614. Alessi, Tommaso, decenn. 2. del sec. 4. a c. 230. Vedi il Fadino. Algardi, Alessandro, decenn. 4. della par. I. del sec. 5. a c. 335. Allori, Alessandro di Cristofano di Lorenzo, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 182. Allori, Cristofano, decenn. 2. della par. 3. del sec. 4. a c. 295. Ammannati, Bartolommeo, decenn. I. della par. 2. del sec. 4. a c. I. Andrea Luigi, detto l’Ingegno, dec. I. del sec. 4. a c. 185. Andrea Pisano, dec. 3. del sec. 2. a c. 32. Andrea del Sarto, dec. 1. del sec. 4. a c. 201. Andriesens, Andrick, decenn. 4. del par. I. del sec. 5. a c. 376. Andreozzi, Anton Francesco, decen. 5. della par. I. del sec. 5. a c. 528. Angosciola, Annamaria, decenn. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 154. Angosciola, Elena, dec. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 154. Angosciola, Europa, decenn. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 154. Angosciola, Lucia, decenn. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 154. Angosciola, Minerva, decenn. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 154. Angosciola, Sofonisba, decenn. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 154. Angosciola, Gio. Andrea, decenn. 2. della par. I. del sec. 5. a c. 156. Ans di Bruges, decenn. 6. della par. 2. del sec. 3. a c. 115. Ans de Uries, decenn. 2. della par. 2. del sec. 4. a c. 145. Antonio, detto Veneziano, decenn. 5. del sec. 2. a c. 55. Aretuesi, Cesare, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 119. Arnolfo di Lapo, ovvero di Cambio, decenn. I. del sec. I. a c. 35. Aspertini, Amico, decenn. 2. del sec. 4. a c. 233. Aspetti, Tiziano, decenn. I. della par. 3. del sec. 4. a c. 164. Axereto, Giovacchino, decenn. 3. della par. I. del sec. 5. a c. 304.

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Tomo separato. Cominciamento, e progresso dell’Arte dell’Intagliare in Rame. Firenze per il Matini 1686. Aldegraef, a c. 23. Bloemart, Cornelio, a c. 61. Callot, Jacopo, a c. 48. Durero, Alberto, a c. I. Di Leida, Luca, detto Luca d’Olanda, a c. 12. Della Bella, a c. 65. Vedi Stefano della Bella. Goltz, Hubert, a c. 24. Goltz, Henrico, a c. 35. Nantevil, Roberto, a c. 89. Raimondi, Marcantonio, a c. 20. Rembrant, Vanrein, a c. 78. Vedi Vanrein. Spierre, Francesco, a c. 103. Tempesta, Antonio, a c. 29. Testa; Pietro, a c. 81. Tempesti, Domenico, a c. 102. al v. 9. Van Rein, Reimbrond, a c. 78. Vedi Rembrant.

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Mosso dallo stesso affetto dell’arte e de’ professori, volle visitare i più celebri artefici de’ Paesi Bassi, e veder le opere loro, e particolarmente quelle di Luca d’Olanda , che fino del 1509 aveva cominciato a dare gran saggi di sé co’ suoi intagli, i quali per certo, quantunque in disegno non arrivassero alla bontà di quelli d’ Alberto , gli furono però alquanto superiori in diligenza e delicatezza. In tale occasione avvenne, che al primo vedere che fece Alberto l’aspetto di Luca , che era di persona piccolo e sparuto, forte si maravigliò, come da uno, per così dire, aborto della natura potessero uscire opere di tanta eccellenza, delle quali a lode si parlava pel mondo. Dipoi fattagli grande accoglienza, ed abbracciandolo cordialmente, stettesi con lui qualche giorno, con gran dimostrazione d’amore. Fecionsi il ritratto l’un l’altro, e strinsero fra di loro una inseparabile amicizia. Questo medesimo affetto che egli ebbe all’arte e a’ professori, aggiunto all’ottima sua natura, cagionò in lui una inarrivabile discretezza nel parlare dell’opere loro: e quando era domandato del suo parere, lodava tutto ciò che e’ poteva lodare; e quando non aveva che lodare, se la passava con dire. Veramente questo Pittore ha fatto tutto il possibile per far bene: e così lasciava le opere e i maestri nel posto e pregio loro, il perché era da ognuno, per così dire, adorato. E sia ciò detto a confusione di certi maestrelli, che essendo, come noi sogliamo dire, anzi infarinati nell’arte, che professori, ardiscono por la bocca nelle opere de’ grand’uomini, facendosi temerariamente giudici di tutto ciò ch’ e’ non conoscono, o non intendono; per non parlar di tanti altri, i quali col solo avere in puerizia sporcate quattro carte con iscarabocchi e fantocci, si usurpano il nome di dilettanti nell’arte, con cui presumono di tenere a sindacato del loro sconcertato gusto anche i professori di prima riga; altro finalmente non riportando di tal loro temerità, che nimicizia e vergogna. Alberto dunque, per tante sue virtù e ottime qualità, oltre alla reverenza e stima, in che fu sempre appresso all’universale e a’ professori, fu stimatissimo da’ Grandi, che facevano a gara a chi più poteva ricompensarlo ed onorarlo. Massimiliano , Avo di Carlo V , fecegli una volta in sua presenza disegnare sopra una muraglia alcune cose: e perché queste dovevano avanzarsi sul muro alquanto più di quello che egli potesse giugnere colla mano, non essendo allora in quel luogo altra miglior comodità, comandò lo’mperadore ad un Cavaliere pettoruto e di buone forze, che era quivi presente, di porsi per un poco piegato in terra a guisa di ponte, affinché Alberto , montato sopra di lui, potesse arrivar colla mano, ove faceva di bisogno. Il Cavaliere, parte per timore, parte per adulare a quel Monarca, subito ubbidì; ma però sopraffatto da insolita confusione, non lasciava di dare alcun segno colla turbazione dell’aspetto, di parergli strana cosa, che dovesse un Cavaliere servir di sgabello ad un pittore; di che avvedutosi Massimiliano , gli disse, che Alberto , a cagione di sua virtù, era assai più nobile di un Cavaliere: e che poteva bene un Imperadore di un vil contadino fare un Cavaliere, ma non già di un ignorante uno così virtuoso. E qui è da notarsi, che questo Cesare fu così amico dell’Arte, che diede alla Compagnia di Santo Luca, pe’ Pittori, un’Arme propria, che sono tre scudi d’arme d’argento in campo azzurro, la quale, oltre a quanto io trovo in alcuni Autori, vedesi espressa in faccia di un Frontespizio de’ Ritratti degl’illustri Pittori Fiamminghi, che diede alle stampe di suo intaglio Tommaso Galle circa il 1495. Fu ancora Alberto in grande stima appresso di Carlo V , e Ferdinando re d’Ungheria e di Boemia, oltre una grossa provvisione, con che era solito trattenerlo, faceva gli onori straordinarissimi; e in somma fu egli tanto in patria che fuori, e da ogni condizione di persone, sempre stimato e reverito a quel segno, che meritava un uomo di eccellente valore, qual egli fu. Della scuola di questo grand’Artefice uscirono uomini eccellenti, e particolarmente ALDOGRASSE da Norimbergo , che ancora esso fu celebre intagliatore, così abbiamo dal Lomazzo, e da Ricciardo Taurini , scultore di legname eccellente, il quale, ad istanza di san Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, intagliò, con modello di Francesco Brambriella , scultore rinomato, le bellissime sedie del Coro nel Duomo di essa Città.

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Fioriva intorno al 1550. Aldegraef celebre Pittore e Intagliatore, si dice che fosse nativo di Vestfalia: e se pure non ebbe origine in quel luogo, almeno vi si trattenne qualche tempo, dimorando nella città di Soest, otto leghe lontana da Munster. In questa fece molte opere in pittura per quelle Chiese, e particolarmente per la Chiesa vecchia, dove fino all’anno 1604 era una bella tavola della Natività di Cristo. Molte sue pitture lodatissime ebbe la città di Noremburgh, e altre di quelle provincie. Sarà costui sempre memorabile pe’ bellissimi intagli, che uscirono di sua mano: tali sono alcune storie di Susanna, ed altre di femmine nude, ed altre d’Ercole, dodici grandi carte di Baccanali, e simili, dal 1538 al 1551. Vedesi nelle sue stampe gran varietà d’arie di teste, e d’abiti in sulla maniera di Luca d’Olanda. Seguì la morte di questo artefice nella nominata città di Soest, dove anche fu al suo corpo data sepoltura. Non è a nostra notizia il proprio luogo di essa; ma solamente, che (secondo quello, che lasciò scritto in suo idioma il Vanmander Pittor Fiammingo) sopra esso luogo fu da un suo compagno di Munster fatta fare una lapida, colla testa e arme appunto, che Aldegraef era solito improntare nelle sue opere.

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A Aertgen di Leiden Pittore. Opere sue, e quasi sempre fece quadri di devozione 348. Agnolo di Donnino, e sue opere 120. Agostino della Robbia 67. Alberto Duro Pittore, Scultore, Architetto, e Intagliatore 161. Sue opere in intaglio 163. Sue pitture 165. Morte del medesimo 167. Qualità personali 168. Lodava e non biasimava mai l'opere degli altri 169. Alberto Ouvvater, cioè dell’Acqua, Pittore 114. Aldegraef Intagliatore e Pittore 307. Alessandro Filipepi, detto Sandro Botticelli, e sue opere 137. Alesso Baldovinetti Pittore 63. Errore del Vasari intorno al suo nascimento. Fu discepolo di Paolo Uccello 87. Altare d’Argento e Candellieri di San Giovanni, da chi fatti 116. Altobello Inclone Pittore 199. Amico Aspertino. Sfuggiva l’imitazione di Raffaello. Fu uomo stravagantissimo 233. Andrea del Bresciano 227. Andrea dal Castagno fu discepolo di Masaccio 91. Opere sue a fresco, demolite per ignoranza di chi le fece distruggere 92. Misfatto enorme, fatto da Andrea poco avanti la morte 94. Andrea Contucci Scultore assiste alla restaurazione della Santa Casa 292. Andrea Feltrini 287. Andrea Luigi Pittore 185. Luca della Robbia Scultore 130. Sua norte e sepoltura. Suo ritratto bellissimo da Andrea del Sarto nel piccolo chiostro della Santissima Nunziata 131. Sua genealogia e descendenza 132. Andrea Morenello 232. Andrea del Sarto 201. Va in Francia 204. Sue opere. Vedi per tutto il disteso di sua vita. Ultima sua opera. Sua morte 206. Andrea del Verrocchio Pittore e Scultore e Architetto. Fu scolare di Donatello 118. Operò anche in pittura, e sue opere. Abbandona la pittura, e si dà alla scultura e al getto, e perché. Fu l’inventore di gettare le cose natural, per potersele meglio studiare. Sua morte 119. Angiolo Poliziano e suo componimento nel chiostro di S. Maria Novella 63. Ans di Bruges Pittore 115. Ansano di Piero da Siena Pittore 98. Anselmo Cammei 329. Antonio del Cerajolo 264. Antonio Filarete. Fu grande Scultore, e fece molte opere, e fu gentilissimo e modestissimo 40. Antonio Gamberelli, detto Antonio Rossellino, e sue opere 39. Antonio del Pollajuolo Pittore, Scultore e Architetto. Fu prima valoroso orefice. Lavorò molto sopra l’Altare d’argento di San Giovanni. Fece molte altre opere d’oro e d’argento, tra le quali i candellieri grandi di argento pel medesimo Altare 116. Attese poi allá pittura, e superò Pietro suo maestro. Sue opere. Fece il San Cristofano nella facciata della Chiesa di S. Miniato fra le Torri 117. Morì in Roma, e sua sepoltura 118. Anton Semino Pittore 219. Anton Semino 231. Arme di Leone X sul canto di via de’ Servi sopra le case de’ Pucci 147.

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